Acque e Strade (Stato di Lucca)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Offizio sopra le Acque e Strade delle Sei miglia o Distretto (1523-1801)

Commissariato sopra le Acque e Strade (1801-14)

Soprintendenza (1814-18), Direzione (1818-21) e Commissariato (1821-1850)

Consiglio dei Ponti ed Argini (1806-1814)

Nello Stato lucchese fino all’inizio del XVIII secolo, tutti i regolamenti e le competenze riguardanti le Acque e le Strade, “anzi, tutta questa parte dell’amministrazione che nei governi imitati dalla Francia fa capo ai Ministri dei Lavori Pubblici”, era suddivisa in varie Deputazioni che possedevano quindi uguali pertinenze in riferimento ad una o ad un’altra zona territoriale. Successivamente, in seguito ai cambiamenti politici che avvennero a partire dal 1799 con l’instaurazione del primo reggimento democratico, sorto il 4 febbraio con l’appoggio dei francesi, e le susseguenti azioni di restaurazione di reggenze che si opponevano allo stesso, in poco più di 15 anni anche la struttura tecnico amministrativa di Lucca subì molteplici e repentini mutamenti che portarono ora all’accorpamento di diversi uffici – tendenza che trae spunto dall’impostazione che si era consolidata in Francia che aveva prodotto un accentramento di vari poteri sotto il diretto controllo di pochi dicasteri – ora al ripristino di specifiche magistrature che arrogavano a sé le competenze possedute in precedenza.

L’Offizio sopra le Acque e Strade delle Sei miglia o Distretto fu istituito dal Consiglio Generale lucchese con un decreto del 6 marzo 1523. La magistratura così denominata doveva rispondere a quelle esigenze e a quegli affari che fino ad allora erano stati in parte propri della Curia del Fondaco.
Quest’ultima infatti era un antico uffizio – chiamato così probabilmente da una fabbrica chiamata il Fondaco, dove in principio doveva avere la sede o i magazzini – che a Lucca provvedeva in generale all’annona, ai mercati, e al commercio. Dal Fondaco dipendevano in qualche modo anche la pulizia e il mantenimento delle strade, delle piazze, dei canali, dei ponti, e di tutte le infrastrutture che avevano a che fare con il commercio in senso lato. Trattandosi di tematiche e di campi che, pur avendo un denominatore comune nella finalità a cui miravano i vari intenti, si trovavano su piani diversi che avevano spesso richiesto in passato la nomina di magistrature straordinarie che fossero esperte negli argomenti che di volta in volta venivano affrontati, e considerato il fatto che negli ultimi anni “pare che succedesse un notevole peggioramento delle medesime [le strade], presso a poco come era avvenuto per quelle della città”, si giunse alla scorporazione dalla giurisdizione della Curia del Fondaco di tutte quelle mansioni che riguardavano le vie e le strade al di fuori della mura cittadine.
Con il decreto del 26 marzo 1523, il Consiglio Generale nominava tre cittadini che assurgevano provvisoriamente a “Provisores et Conservatores Stratarum, aggerum, et pontium nostri Comitatus”, ma questa Cura straordinaria venne in seguito sempre rinnovata e riformata (nel 1543, nel 1547) passando in ultimo ad avere una direzione composta da sei cittadini e con sempre più autorità e poteri. Fino al 1555 la deputazione aveva soltanto giurisdizione sulle strade – ed infatti era denominata solamente Offizio sopra le Strade delle Sei Miglia – ma successivamente le vennero arrogate anche le competenze riguardanti i fossi e le acque lungo le vie. Escludendo l’intervallo di tempo che va dal 19 giugno 1640 fino al 1661, periodo in cui fu creato uno speciale Offizio che prese in consegna la cura di tutte le acque che non rientravano specificamente all’interno di altre magistrature, l’istituzione delle Sei Miglia mantenne l’assetto che la vedeva attiva nel mantenimento della rete idrografica e viaria del Distretto lucchese (appunto nel raggio all’incirca di sei miglia intorno al capoluogo), e di conseguenza l’appellativo passò al più noto Offizio sopra le Acque e le Strade delle Sei Miglia (o Distretto). Tale disposizione rimase in vigore fino al 1801 quando fu riformato tutto l’assetto amministrativo dello Stato e i compiti passarono al nuovo Commissariato sopra le Acque e Strade.

Il periodo napoleonico, infatti, vede la nascita di nuovi enti che, avendo denominazione diversa, mantengono, però, delle competenze che risultano le stesse anche se con delle piccole differenze dal punto di vista dell’organizzazione amministrativa.
Con decreto del 24 dicembre 1806 fu istituito il Consiglio de’ Ponti ed Argini che rispecchiava in piccolo le attitudini del Ponts et Chaussés transalpino: era composto da un corpo di 10 ingegneri, un Direttore Generale ed un Ingegnere in capo. Nei circa dieci anni durante i quali resistette questo ordinamento, le due cariche più importanti furono sempre ricoperte da una personalità proveniente dall’entourage del governo francese, e da un referente illustre del territorio lucchese.
In questo periodo si segnala la figura dell’ingegner Giuseppe Duccini che operò sia nella funzione in capo che in veste dirigenziale istituzionale, che esercitò quando fu chiamato nel 1814 a guidare i Ponti ed Argini del Governo Provvisorio.
Dopo la parentesi francese, fu istituita la Soprintendenza sulle Acque e Strade, affidata nel 1818 al ministro per gli Affari Esteri e composta da sei ingegneri (mentre il Corpo degli Ingegneri veniva denominato Consiglio delle Acque, Strade e Macchie e aveva un organico di tre soli ingegneri), e subito dopo si ebbe la trasformazione in Direzione sotto il controllo della Reale Intima Segreteria di Gabinetto. L’ultimo cambiamento di titolazione della deputazione avviene nel 1821, quando in seguito ad un dissidio riguardo ai progetti di bonifica del Padule di Sesto fra Gaetano Giorgini e Lorenzo Nottolini, i due massimi responsabili di quel tempo nel campo della pianificazione territoriale, si arrivò alla creazione del Commissariato delle Acque e delle Strade che riunì definitivamente le autorità sui vari lavori pubblici del Ducato di Lucca.

Produzione cartografica

Il fondo relativo alla deputazione di Acque e Strade (in ASLu) raccoglie documenti a partire dal 1801, ma la sua istituzione avviene nel 1818 e rimane attiva fino al primo gennaio 1850. Mentre L’Offizio sopra le Acque e Strade delle Sei Miglia viene istituito con decreto del 6 marzo 1523, e cessa le sue attività all’inizio del 1801, quando le mansioni passarono al costituendo Commissariato sopra le Acque e Strade.
L’attività e la produzione della Direzione di Acque e Strade si presenta sotto forma di differenti tipologie di esecuzione con documenti cartografici, relazioni, campioni e registri relativi alle varie proprietà che si trovano all’interno dei vari Circondari in cui era suddiviso il territorio lucchese. Così, originariamente, per ogni area si aveva un “Plantario o Martilogio dove sono disegnate le terre sottoposte al ripartimento; un Notulario corrispondente, colla descrizione degli appezzamenti delle terre aggravate, nome dei possessori, e note o postille di variazioni e di passaggi di proprietà; un Campione o Ruolo dei proprietari di esse terre aggravate […]; un Libro di Cassa; Manuali di reparti, bozze ed altre diverse scritture” (Bongi, 1872-1888, vol. III, p. 287).
Successivamente, gran parte delle mappe allegate ai diversi Circondari sono state disaggregate e raccolte tutte assieme in filze specifiche che chiudono le serie del fondo Acque e Strade. Assieme al materiale prodotto nel periodo in cui l’ente esercitò direttamente le sue mansioni, sono contenuti anche documenti che erano stati realizzati da precedenti deputazioni, ma che a causa della loro attinenza con particolari progetti sono stati successivamente acquisiti dalla Direzione di Acque e Strade.
In totale vi sono 37 Circondari le cui carte sono contenute dalla filza n. 464 alla n. 705, mentre la raccolta delle mappe “che aveva formata l’Amministrazione delle Acque e Strade cavandone la parte maggiore dalle carte di diversi antichi uffizi repubblicani” chiude la consistenza del fondo dalla filza n. 706 alla n. 753 (Bongi, 1872-1888, vol. III, p. 330).
In particolare sono da segnalare:
Carta Topografica di tutte le terre soggette all’Imposta della Linea Rossa, Michele Flosi, Pubblico Perito e Giuseppe Natalini, Perito Ingegnere dell’Offizio sopra il Padule di Sesto, 1757 (ASLu, Acque e Strade, f. 625); Topografia di tutte le terre soggette all’imposizione detta della Linea Rossa, per il mantenimento del Canale Imperiale, Giovanni Iacopo Farnocchia, Perito Ingegnere dell’Offizio sopra il Padule di Sesto, 1788 (ASLu, Acque e Strade, f. 626); Carta Geografica dello Stato della Serenissima Repubblica di Lucca, descritta d’ordine dall’Ill.mo Offizio di Sanità da Fra Giuseppe M. Serantoni Agostiniano l’anno 1744, Giuseppe Maria Serantoni, 1744 (ASLu, Acque e Strade, f. 750; Carta Geografica dello Stato della Serenissima Repubblica di Lucca, copia della mappa precedente del Serantoni in formato minore, Michele Saverio Flosi (ASLu, Acque e Strade, f. 752).
Svariate mappe del Serchio e delle sue adiacenze sono contenute in ASLu, Offizio delle acque e strade delle Sei Miglia, f. 27.

Operatori

Giovan Francesco Gabbrielli (pubblico perito, 1718-1728); Giovan Lorenzo Martinelli (perito agrimensore, 1720-1724); Michele Flosi (pubblico perito, 1757); Giorgio Martinelli (pubblico perito, 1777-1780); Giovan Battista Filippo M. Giannetti (pubblico perito, 1780); Pier Giuseppe Maria Valentini (pubblico perito, 1780); Giovan Battista Innocenzo Carrara (perito ingegnere, 1795-1825); Domenico Barbantini (perito ingegnere, 1805); Giuseppe Duccini (1806-1814); Giovan Battista Martinelli (perito ingegnere, 1817-1838); Giovanni Iacopo Farnocchia (perito ingegnere, 1825); Nicodemo Morelli (perito ingegnere, 1828); Michele Cervelli (perito ingegnere, 1838).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Azzari, 1993, pp. 161-193; Azzari, 2001, pp. 89-106; Barsanti e Rombai, 1986; Barsanti e Rombai, 1994; Bongi, 1872-1888; Caciagli, 1984; ASLu, Offizio delle acque e strade delle Sei Miglia.

Giulio Tarchi (Siena)


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