Amministrazione dello Stato dei Presìdi/dos Presidios di Orbetello (1557-1801) (Granducato di Toscana)

Lo Stato dei Presìdi o Presidios di Orbetello (con i territori continentali di Talamone, Orbetello e Monte Argentario) non rappresentò mai uno Stato indipendente, bensì una sorta di appendice coloniale della Spagna prima – che comunque fece gestire il piccolo soggetto politico toscano, strappato all’antico Stato Senese nel 1557 con il trattato di Londra, dall’amministrazione del Vice Reame di Napoli – e dei Borbone di Napoli poi (vale a dire dal 1737-38), a parte la breve parentesi della dominazione austriaca tra il 1708 e il 1737-38. Solo nel 1801, dopo un’occupazione di circa due anni, fu dai francesi separato da Napoli e annesso alla Toscana allora organizzata nel Regno di Etruria, di fatto controllato da Napoleone (Caciagli, 1972).
Come è facile intuire, l’origine dei Presidios toscani, come di quelli africani coevi, risiede della valenza strategica politica e militare del territorio orbetellano – e dell’appendice elbana di Longone strappata al Principato di Piombino nel 1603 e subito fortificata – nei riguardi non solo del controllo della navigazione tirrenica (sia lungo le coste italiane e sia sulle rotte per Corsica e Sardegna) ma anche della difesa dell’Italia dagli attacchi specialmente dei barbareschi: che – non va dimenticato – si erano fatti sempre più frequenti e cruenti proprio negli anni ’40 e ’50 del XVI secolo.
Questo motivo spiega l’anomalia dei Presidios che rappresentano forse l’unico esempio in Italia di territorio che non ha mai veramente goduto di una propria sovranità e neppure, probabilmente, di una vera autonomia amministrativa, nonostante la sopravvivenza delle varie comunità e dei relativi statuti del periodo senese. Venne sempre gestito da un governatore civile o da un comandante militare residenti ad Orbetello, che è da considerare l’unica seppur piccola città e capitale, sempre dotata di vari altri uffici con autorità civili, militari e giudiziarie (Rombai e Ciampi, 1979, pp. 31-32).
Ciò non di meno, l’esigenza vitale di potenziare (anche mediante la costruzione di nuove strutture a Orbetello, Port’Ercole, Porto Santo Stefano e a Longone, come avvenne fra Cinque e Seicento) il sistema delle torri e delle altre principali fortificazioni, come pure tanti altri fabbricati pubblici civili e religiosi, esistenti nel litorale compreso tra i colli dell’Uccellina e il lago padule di Burano spiega la presenza nei Presidios, almeno negli anni ’60 del XVI secolo, di un ingegnere: ciò che risulta da una lettera del 24 febbraio 1571, con la quale l’operatore tecnico militare senese Domenico Giannelli chiedeva di ottenere – come infatti ottenne – “il luogo vacante per la morte dello Ingegnero di Port’Ercole e di Orbetello e Talamone e di Piombino, e insomma di tutti i luoghi di Toscana di Sua Maestà Cattolica” (De Vita, 1980, pp. 163-164).
E’ probabile che la figura dell’ingegnere statale sia stata presente pure successivamente e per tutto il XVIII secolo, in considerazione dell’importanza della gestione sia del patrimonio edilizio pubblico non solo di tipo militare, sia delle proprietà fondiarie demaniali (fatte in larghissima misura di boschi e pasture riuniti in bandite da affittare) di spettanza della Regia Camera, sia dei problemi anche sanitari dati da un territorio in parte pianeggiante solcato da fiumi divaganti e punteggiato da lagune e acquitrini, e sia anche dei problemi giurisdizionali correlati alla presenza di confini indefiniti e non di rado mutevoli con il circostante Granducato di Toscana.
Purtroppo, la scarsa e frammentaria documentazione rinvenuta negli archivi e nelle altre conservatorie sia toscani (Orbetello, Firenze) e romani, e sia spagnoli e napoletani, non è finora servita a restituirci nominativi di tecnici statali stabilmente operanti nei Presidios, ovviamente con le relative produzioni descrittive e cartografiche (Rombai e Ciampi, 1979; Rombai, a cura di, 1980; De Vita, 1980; Ferretti, a cura di, 1982; Principe, a cura di, 1982; Principe, 1988; e Coppi e Rombai, 1988).
E’ comunque possibile ipotizzare il nome dello spagnolo Joseph Bardet de Villanuova, che fu forse residente nei Presìdi ben oltre la dominazione iberica su quel territorio. Egli è autore, infatti, della mappa Frente de Orbitelo della metà circa del XVIII secolo (ISCAG, XVIII.C.1302) e copista nel 1754 della Pianta della Bandita del Tricosto redatta nel 1715 dal capitano ingegnere don Francesco Marinelli, che era allora conservata nella Segreteria della Comanderia dei Presidi di Orbetello (in ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 722, n. 6) (Rombai e Ciampi, 1979, pp. 226-227 e 176-177); ed è possibile che anche Marinelli abbia abitato nei Presidios.
E certamente residente nei Presìdi fu il comandante del Forte Stella sargente invalido Giuseppe Oudar, autore nella seconda metà del XVIII secolo della nutrita serie delle precise ed artistiche rappresentazioni (una decina) di tutte le torri costiere dei Presidios (mediante figure multiple costituite da rilievi topografici dell’area, planimetrie e alzati) (ISCAG, XVIII.A.1239, 1241, 1244, 1250, 1254, 1276, 1279, 1283, 1289), oltre che dell’analoga figura relativa al Forte Stella (in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 7). E’ da sottolineare che Oudar ha pure firmato, nel 1784, una pianta del magazzino di Orbetello (in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 1) (Rombai e Ciampi, 1979, pp. 250-251 e 254-273; e Ferretti, a cura di, 1982, pp. 174-175).
In altri termini, allo stato attuale della ricerca, le non molte altre carte di produzione ‘autoctona’ che si conoscono sembrerebbero attribuibili soprattutto – se non esclusivamente – ad operatori spagnoli o napoletani ‘in trasferta’ nei Presidios per conto delle rispettive amministrazioni centrali.
Limitandomi qui alla produzione manoscritta sicuramente riferibile alle amministrazioni spagnola e napoletana nel periodo che ci interessa (1557-1801), viene naturale la considerazione che potrebbe essere questo il caso della bella carta generale anonima dei Presidios della seconda metà del XVIII secolo (è in ISCAG, XVIII.C.1306 e in BNN, Ba.4b, 45); della già ricordata Pianta della Bandita del Tricosto redatta nel 1715 da Francesco Marinelli, che per molto tempo fu depositata nell’orbetellana Segreteria della Comanderia, e che nel 1754 fu copiata dal Bardet de Villanuova (in ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 722, n. 6), e produzione derivata dall’originale marinelliano risulta essere pure quella di Giovanni Castelnuovo Landini del 1792 (in ISCAG, XVII.C.1228).
E potrebbe essere questo pure il caso di tante altre rappresentazioni manoscritte di centri fortificati e singole fortificazioni chiaramente costruite da operatori militari, come: la primo-secentesca Pianta di Orbatello (ISCAG, IV.C.298bis), la primo-settecentesca planimetria Plano de la Plaza de Orbitelo con su proyetto (ISCAG, IV.C.296: altre più o meno coeve hanno segnature IV.C.293; IV.C.295; IV.C.297; XVIII.C.1301; XVIII.C.1310) e la Pianta della R. E. Piazza d’Orbetello ne’ Presidi di Toscana disegnata da Giuseppe Maria Curiel nel 1799 (in BNN, Ba.21b, 82); il Plano de la Plaza di Puerto Ercules y Castillos incontornos risalente al 1737 circa (in BNN, Ba.4b, 43); le tardo-settecentesche varie mappe di Forte Filippo e dintorni e di Port’Ercole e dintorni (rispettivamente in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 2, cc. 12-13 e 14-15; e BNN, Ba23, 14; e Ba.25°, 110); il bel Piano de la Plaza de Puerto Longon come esta presentemente del 1753 (in BNN, Ba.25b, 140), e il quasi catastale Piano della Marina immediata, alla Piazza di Longone, in cui si dimostrano tutte le abitazioni, ed altri edifici che vi esistono, disegnato nel 1782 da Luigi Alessandro Dumontier (in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 22, inc. I, cc. 5-6) (Rombai e Ciampi, 1979, pp. 168-169, 176-177, 194-199, 214-215, 224-225, 246-249 e 294-295; e Ferretti, a cura di, 1982, pp. 172-173 e 176-179).
Con maggiore sicurezza, l’accordo di confinazione tra Granducato e Presidios del 1792, che si basa su cinque cartografie – intitolate Pianta del confine giurisdizionale concordato fra i Regi Presidj, Stato di Napoli e il Granducato di Toscana (in ASF, Confini, scaff. I, palch. 11, cannone della sez. XXXVIII, tubi 3 e 5; e in ASN, Fondo Piante, cartella 30, nn. 1-5; e in ISCAG, XXXVIII.3.1) – redatte congiuntamente da ingegneri topografi granducali e napoletani (Rombai e Ciampi, 1979, pp. 29-30 e 200-203), dovrebbe essere attribuito a tecnici dipendenti dalle istituzioni centrali: come appunto gli ingegneri Luigi Kindt, per il Granducato, e Giovanni Castelnuovo Landini e Giuseppe Maria Curiel, per il Regno di Napoli, che lo sottoscrissero.
Tuttavia, non è da trascurare il fatto che il nome di Giuseppe Maria Curiel si ripete più volte. Lo abbiamo già trovato nel 1799 con la Pianta della R. E. Piazza d’Orbetello ne’ Presidi di Toscana: nel 1800 è autore di un’altra grande e dettagliata figura, questa volta di tipo topografico, la Pianta d’una parte del Monte Argentale con la laguna orbetellana, prodotto che presuppone quanto meno lunghi rilevamenti nell’area (ISCAG, F.785) (Principe, 1988, p. 118).

Produzione cartografica

Frente de Orbitelo, Joseph Bardet de Villanuova, metà circa del XVIII secolo (in ISCAG, XVIII.C.1302);
Pianta della Bandita del Tricosto (redatta nel 1715 dal capitano ingegnere don Francesco Marinelli), copia di Joseph Bardet de Villanuova, 1754 (in ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, f. 722, n. 6);
Pianta della Bandita del Tricosto (redatta nel 1715 dal capitano ingegnere don Francesco Marinelli), copia di Giovanni Castelnuovo Landini, 1792 (in ISCAG, XVII.C.1228);
Carte topografiche con rilievi in planimetria e in alzato di 12 strutture fortificate dei Presidios, Giuseppe Oudar, comandante del Forte Stella e sargente invalido, seconda metà del XVIII secolo (in ISCAG, XVIII.A.1239, 1241, 1244, 1250, 1254, 1276, 1279, 1283, 1289; e ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 7);
Pianta del magazzino di Orbetello, Giuseppe Oudar, 1784 (in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 1);
Carta generale anonima dei Presidios, seconda metà del XVIII secolo (in ISCAG, XVIII.C.1306 e in BNN, Ba.4b, 45);
Pianta di Orbatello, prima metà del XVII secolo (in ISCAG, IV.C.298bis);
Plano de la Plaza de Orbitelo con su proyetto, prima metà del XVIII secolo (in ISCAG, IV.C.296: altre più o meno coeve hanno segnature IV.C.293; IV.C.295; IV.C.297; XVIII.C.1301; XVIII.C.1310);
Pianta della R. E. Piazza d’Orbetello ne’ Presidi di Toscana, Giuseppe Maria Curiel, 1799 (in BNN, Ba.21b, 82);
Plano de la Plaza di Puerto Ercules y Castillos incontornos, 1737 circa (in BNN, Ba.4b, 43);
Mappe di Forte Filippo e dintorni e di Port’Ercole e dintorni, seconda metà del XVIII secolo (rispettivamente in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 23, inc. 2, cc. 12-13 e 14-15; e BNN, Ba23, 14; e Ba.25°, 110);
Piano de la Plaza de Puerto Longon come esta presentemente del 1753 (in BNN, Ba.25b, 140);
Piano della Marina immediata, alla Piazza di Longone, in cui si dimostrano tutte le abitazioni, ed altri edifici che vi esistono, Luigi Alessandro Dumontier, 1782 (in ASN, Sezione militare. Segreteria di Guerra, f. 22, inc. I, cc. 5-6);
Pianta del confine giurisdizionale concordato fra i Regi Presidj, Stato di Napoli e il Granducato di Toscana, ingegneri Luigi Kindt, per il Granducato, e Giovanni Castelnuovo Landini e Giuseppe Maria Curiel, per il Regno di Napoli, 1792 (in ASF, Confini, scaff. I, palch. 11, cannone della sez. XXXVIII, tubi 3 e 5; e in ASN, Fondo Piante, cartella 30, nn. 1-5; e in ISCAG, XXXVIII.3.1);
Pianta d’una parte del Monte Argentale con la laguna orbetellana, Giuseppe Maria Curiel, 1800 (in ISCAG, F.785).

Operatori

Domenico Giannelli, ingegnere senese (1571-72); Francesco Marinelli, capitano ingegnere (1715); Joseph Bardet de Villanuova, ingegnere (1754); Luigi Alessandro Dumontier (1782); Giuseppe Oudar, sargente invalido e comandante del Forte Stella (1784); Giovanni Castelnuovo Landini, ingegnere (1792); Giuseppe Maria Curiel, ingegnere (1792-1800).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Caciagli, 1972; Rombai e Ciampi, 1979; Rombai, a cura di, 1980; De Vita, 1980; Ferretti, a cura di, 1982; Principe, a cura di, 1982; Principe, 1988; Coppi e Rombai, 1988; Guarducci, 2000; Rossi, 2000; Tognarini, 1987. I maggiori corpi documentari sono conservati in diversi fondi dell’ASN e della BNN, dell’ISCAG e dell’Archivio di Simancas.

Leonardo Rombai (Siena)


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/mhd-01/www.disci.eu/htdocs/wp-includes/functions.php on line 345

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/mhd-01/www.disci.eu/htdocs/wp-includes/functions.php on line 345