Zuccagni Orlandi, Attilio

Attilio Orlandini Zuccagni
N. Fiesole 1784
M. Firenze 23 novembre 1872

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Biografia:

Produzione scientifica:
La sua opera – come quella dei coetanei Emanuele Repetti, Giovanni Inghirami e Francesco Costantino Marmocchi – rientra almeno in larga parte nell’ambito del programma di illustrazione geografica della Toscana lanciato dal Vieusseux e culminato nella fondazione e nel breve ma fiorente operato della Società Toscana di Geografia, Statistica e Storia Naturale Patria (1825-33), esperienza intensamente vissuta dal nostro autore.
A tale contesto fa pieno riferimento l’Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana del 1832, che ben prima della sua pubblicazione ottenne la piena adesione del granduca Leopoldo II, tanto da dover essere considerato per molti aspetti opera di regime. Sull’esempio del naturalista e geografo Giovanni Targioni Tozzetti che, alla metà del XVIII secolo, aveva teorizzato la regionalizzazione per bacini idrografici, lo Zuccagni pose la divisione per valli alla base del testo e delle cartografie del suo Atlante che si compone di 20 tavole in grande formato, ciascuna delle quali contenente una rappresentazione cartografica della subregione in scala variabile tra 1:100.000 e 1:300.000, con l’inquadramento di fitto testo (contenuti storici, geografico-fisici e specialmente geografico-statistici).
Questa superba e moderna illustrazione geografico-cartografica fu accolta con pieno favore anche dal Vieusseux che la considerò un esempio mirabile di “applicazione delle scienze geografiche allo stato economico di un paese”.
Le cartografie – per quanto inventate dallo Zuccagni – derivano dalla grande Carta Geometrica toscana edita nel 1831 da Giovanni Inghirami e furono disegnate e incise proprio nell’Osservatorio Ximeniano sotto la personale direzione dello scienziato scolopico (Rombai, 1989, pp. 121-122 e 1990, pp. 177-178).
Il successo arriso all’Atlante spinse l’autore ad un ben più vasto disegno, quale l’estensione del metodo della descrizione geografico-cartografica a tutti gli Stati preunitari italiani. Il programma della grandiosa opera corografica in grande formato fu pubblicato all’inizio del 1835 e realizzato dopo dieci anni “di lunghe, difficili, continuate indagini [...] solcando un vasto oceano in fragilissima barca”.
La Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle sue Isole edita nel 1840-1845 in dodici volumi fu corredata nel 1844-45 di cinque volumi sempre in grande formato di cartografie e di vedute o altre illustrazioni: precisamente l’Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe (in due volumi) e l’Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del medio evo e moderni e di alcune vedute pittoriche (in tre volumi).
L’Atlante geografico comprende ovviamente 144 figure (44 in foglio sovraimperiale e 100 in mezzo foglio) fra carte del terreno alle più diverse scale ma anche carte tematiche di ordine fisico e storico, sempre corredate da puntuali descrizioni statistiche, facenti riferimento ai diversi Stati del tempo (con rappresentazioni d’insieme e delle varie province e con piante delle principali città).
L’Atlante illustrativo comprende 413 figure raffinate fra “pittoresche” riproduzioni prospettiche di scorci paesistici urbani e rurali (compresi piccoli centri abitati) o le “più belle vedute naturali e dei più insigni monumenti d’arte” del passato.
Le figure furono incise a Firenze, in due apposite officine, da quattro valenti artisti lombardi (V. Angeli, G. Maina, P. Manzoni e G. Pozzi), sotto il cui magistero fecero tirocinio il fiorentino V. Stanghi ed altri operatori prevalentemente locali come F. e S. Corsi, L. e A. De Vegni, L. e P. Giarrè, G. Lanzani, A. Verico.
Soprattutto il primo dei due atlanti rappresenta ancora oggi una pietra miliare nella storia della cartografia e dell’iconografia geografica italiana. Fu veramente “un’ardua impresa”, dal momento che spesso mancavano ancora (come ad esempio per il Ducato di Lucca e lo Stato Pontificio) prodotti cartografici compiutamente geometrici e, anche disponendo di rappresentazioni scientifiche, non sempre gli Stati vollero concederle all’autore col pretesto del segreto militare.
L’opera si rivelò oltremodo costosa e non ottenne il successo commerciale sperato, ma servì da base per tante altre iniziative editoriali successive che vi attinsero talora senza neppure rispettarne i diritti di autore, come nel caso dell’Atlante geografico, corografico e idrologico dello Stato Pontificio edito a Bologna nel 1857 e della fortunata ristampa dell’intera opera da parte dell’editore milanese Vallardi, con il titolo di Atlante corografico, idrografico e storico d’Italia.
Negli anni ’30 e ’40 lo Zuccagni acquisì ampia fama per le sue ricerche di carattere geografico-economico-statistico. Tra le altre cose, si interessò – in società con il console prussiano a Livorno Carlo Stichling – della colonizzazione dell’isola toscana spopolata di Pianosa, pubblicando nel 1836 una memoria storica e geografica corredata dalla dettagliata Mappa Topografica della Pianosa. Il governo granducale affittò ai due soci l’isola; poterono così iniziare i lavori di restauro dei pochi fabbricati esistenti e di impianto di olivi e altre coltivazioni, ma nel 1841 lo Stichling fu impossibilitato a proseguire l’esperienza colonizzatrice che venne presto abbandonata, con il ritorno dell’isola nel 1855 allo Stato toscano che approfittò dei lavori effettuati per istituirvi una colonia di correzione per minorenni e per sovversivi.
Zuccagni partecipò pure ai congressi degli scienziati italiani a partire da quello pisano del 1839.
Nel 1848 venne nominato capo della sezione di statistica istituita presso il Ministero delle Finanze del Granducato dal Ridolfi. Dopo che l’anno seguente questa fu riunita all’ufficio dello stato civile, Attilio venne promosso segretario-capo e in pratica funse da direttore del servizio fino al 1859, provvedendo alla redazione e pubblicazione dei 5 volumi delle Ricerche statistiche sul Granducato di Toscana del 1848-56 e dell’Indicatore topografico della Toscana granducale, ossia compendio alfabetico delle principali notizie di tutti i luoghi del Granducato del 1856.
L’Indicatore topografico nacque col proposito di dotare il Granducato – come già lo Stato Pontificio che disponeva dell’Indice alfabetico di tutti i luoghi – di una sorta di agile prontuario di notizie rilevanti per tutti i comuni e le località di maggiore interesse nello Stato; e ciò perché Attilio considerava il Dizionario del Repetti un’opera troppo vasta per poter servire da guida-prontuario, utile anche ai viaggiatori. Per tale ragione, inserì brevi notizie sulle parrocchie, sui castelli e sulle ville, con cenni sui caratteri idrografici ed orografici e sull’utilizzazione del suolo nelle comunità (con utilizzazione dei dati ufficiali della Relazione finale del catasto del 1843) (Biagioli, 1975, pp. 90-91).
Nel 1859, con l’avvento del Governo Provvisorio di Bettino Ricasoli, fu incaricato di insegnare statistica nell’appena costituito Istituto di Studi Superiori di Firenze, rimanendovi come docente fino alla morte. In quegli anni provvide a pubblicare opere come gli Elementi di Statistica del 1869, il Dizionario topografico dei comuni italiani del 1861 e tanti altri lavori specialmente di interesse geografico sulla divisione territoriale del Regno, sulla statistica delle Province e delle Prefetture, sui confini naturali d’Italia e sull’illustrazione storico-geografica di Roma e dell’Agro Romano.
A quest’ultimo riguardo, lo Zuccagni realizzò nel 1844 una carta della Provincia (o Comarca) di Roma, nella quale si distinguono le strade in provinciali, comunali e postali con le rispettive stazioni di posta.

Produzione di cartografia manoscritta:
Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana, 1832;
Mappa topografica della Pianosa, 1936;
Comarca di Roma, 1844;
Atlante geografico degli Stati italiani delineato sopra le migliori e più moderne mappe, due volumi, 1844;
Atlante illustrativo ossia raccolta dei principali monumenti italiani antichi, del medio evo e moderni e di alcune vedute pittoriche, tre volumi, 1845.

Produzione scientifica

Atlante geografico, fisico e storico del Granducato di Toscana, Firenze, Stamperia Granducale, 1832;
Topografia fisico storica dell’Isola di Pianosa del Mare Toscano, Firenze, Galileiana, 1836;
Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle sue Isole, Firenze, Tipografia all’Insegna di Clio, 1840-1845, 12 voll.;
Ricerche statistiche sul Granducato di Toscana, Firenze, Tofani, 1848-1856, 5 voll.;
Indicatore topografico della Toscana granducale, ossia compendio alfabetico delle principali notizie di tutti i luoghi del Granducato, Firenze, Polverini, 1856;
Dizionario topografico dei comuni italiani, Società Editrice di Patrii Documenti Storico-statistici, 1861;
Elementi di Statistica, Firenze, Tip. Popolare di Eduardo Ducci, 1869.

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Maccioni Anguillesi, 1948; Biagioli, 1975, pp. 90-91; Rombai, 1989, pp. 121-122; Rombai, 1990, pp. 176-178; Barsanti, 1992, p. 90; Barsanti, Bravieri e Rombai, 1992.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Leonardo Rombai


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