Ammannati, Bartolommeo

Bartolommeo Ammannati
N. Settignano (Firenze) 18 Giugno 1511
M. 13 aprile 1599

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Scultore e architetto.

Biografia:
Dopo l’apprendistato giovanile come scultore nella bottega di Baccio Bandinelli, si trasferì a Venezia presso Jacopo Sansovino, attiratovi dalla sua fama; la raffinata eleganza dell’artista, insieme alla influenza delle opere fiorentine di Michelangelo, rappresentano le componenti più significative di Ammannati scultore.

Produzione scientifica:
Dal 1537 fu impegnato con Jacopo Sansovino nella decorazione della Libreria di S. Marco a Venezia e nel 1544-46 è a Padova dove realizza varie opere scultoree per Marco Mantova Benavides. Dopo il suo matrimonio a Urbino (17 aprile 1550) con Laura Battiferri, e grazie alla influente protezione di Giorgio Vasari venne presentato al pontefice Giulio III che ne utilizzò le versatili qualità nelle numerose costruzioni avviate nella sua Vigna sulla via Flaminia (villa Giulia), oltre che in vari altri complessi di interesse papale. E’ ancora con la intermediazione vasariana che Ammannati si trasferisce a Firenze e trova credito presso la corte medicea prima come scultore
(fontana di Palazzo Vecchio; fontana di Piazza, 1559; fontana del Tribolo a Castello; fontana dell’Appennino a Castello; Ercole e Anteo, 1573-65) e successivamente (dal 1560) come architetto di fiducia del granduca che gli affidò i lavori di ampliamento di Palazzo Pitti (1560-1577), destinato a divenire sede della corte principesca. Agli stessi anni appartengono i progetti di numerosi palazzi fiorentini come quello di Ugolino Grifoni (1557-74), Giugni (ante 1577), Ramirez Montalvo (1568), Mondragone (1568), le case dell’Arte della Lana (1575-78 e 1584, via Alfani-via della Pergola), e il chiostro di S. Spirito (1564-96).
Sempre all’ambito vasariano e cortigiano è da riferire la creazione dell’accademia del Disegno (1564) che vede Ammannati come uno dei fondatori.
Tra 1567 e 1569 fu impegnato nella realizzazione del Ponte S. Trinita, distrutto da una piena d’Arno (13 settembre 1557), con un progetto di innovativa qualità statica e costruttiva.
Dal 1577 al 1581 lavorava al Palazzo Ducale di Lucca (rimasto incompiuto) ed a più riprese a Roma, per il cardinale Ferdinando dei Medici (poi granduca).
Al 1572 risalgono i primi contatti di Ammannati con i Gesuiti per i quali dal 1579 realizzava l’ampliamento della chiesa e convento di S. Giovannino a Firenze.
L’opera grafica di Ammannati (conservata presso il GDSU e la BRF) pare incentrata prevalentemente sullo studio tipologico e sulle formule architettoniche adatte a qualificare l’architettura civile e trova una articolata sintesi nel Trattato sulla città (1584).
Il corpus dei disegni e degli scritti rimasti, afferenti al Trattato cui l’Ammannati attese tutta la vita, è costituito da frammenti non omogenei; un volume di disegni conosciuti sotto il nome di “Città Ideale” è conservato presso il GDSU (Bartolomeo Ammannati, fabbriche di sua invenzione dal n. 3382A al n. 3464A). Le restituzioni grafiche si soffermano ad una scala di dettaglio tipologico e compositivo che dà conto dell’iter progettuale dell’autore impegnato nei grandi cantieri fiorentini.
Maggiore interesse per un ambito più vicino a quello territoriale si trova nel corpus Riccardiano (BRF, Edizioni rare 120), costituito di tre quaderni numerati progressivamente da c. 1 a c. 114 e seguiti da due opere a stampa di Luca Pacioli. Da c. 1 a c. 31 si trovano ampiamente illustrati esempi di esercizi geometrici e matematici; le cc. 32-52 sono disegni e appunti interessanti l’attività dell’architetto dal 1555 a dopo il 1570; la parte seconda da c. 53 a c. 85 contiene un capitolo che illustra il sistema di fortificazioni e seguono appunti e disegni vari che utilizzano la veduta prospettica “a volo d’uccello” per rappresentare sia i dettagli che le qualità di mura e baluardi .
Con la parte terza (cc. 95-114), relativa a strumenti e tecniche per la misurazione, l’Ammannati si confronta con la cultura tecnica del granducato. In tal senso sono da intendere gli esempi grafici inseriti nel testo, schizzati con immediatezza e comprensivi di annotazioni di tipo paesaggistico.
Di possibile ulteriore afferenza alle tematiche geografico-paesaggistiche dovevano essere i disegni (perduti) per la villa Medici di Roma, sottoposti (29 aprile 1570) all’approvazione del cardinale Ferdinando, che mostravano l’area fino a Trinità dei Monti (Gaye, III, p. 281).

Produzione di cartografia manoscritta:
Rappresentazioni cartografiche

Fabbriche di sua invenzione dal n. 3382A al n. 3464A (GDSU);
Trattato sulla città (BRF, Edizioni rare 120).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Riferimenti bibliografici e archivistici
Baldinucci, VI, 1769; Gaye, III, 1840; Vasari, VII, 1881; DBI, ad vocem; Fossi, 1967; Fossi, a cura di, 1970; Fossi, 1976; Rosselli Del Turco e Salvi, a cura di, 1995; Kiene, 1995; Belluzzi e Belli, 2003; GDSU; BRF.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Giuseppina Carla Romby


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/mhd-01/www.disci.eu/htdocs/wp-includes/functions.php on line 345

Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/mhd-01/www.disci.eu/htdocs/wp-includes/functions.php on line 345