Camera delle Comunità

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Camera delle comunità, luoghi pii, strade e fiumi (1769-1802)

Camera di Soprintendenza comunitativa (1814-1848)

Le riforme leopoldine, con la riorganizzazione delle sedi amministrative e giudiziarie e la riformulazione di compiti e funzioni di giusdicenti e cancellieri, nonché con la ristrutturazione delle circoscrizioni comunitative, portano alla costituzione del Tribunale e Magistratura della Camera delle comunità, luoghi pii, strade e fiumi, istituita dal granduca Pietro Leopoldo con mp del 22 giugno 1769, con i compiti di controllare i bilanci delle comunità, di sovrintendere ai lavori di strade, ponti e fiumi, e di verifica delle attività dei Monti Pii, tramite la figura del Soprassindaco: con competenza su tutto ciò che concerne l’amministrazione economica delle comunità e dei corpi morali dipendenti da esse, in particolare per quanto riguarda la riscossione dei tributi su tutto il territorio appartenente all’antico dominio fiorentino.
Si mette in tal modo ordine alla precedente organizzazione che vedeva due magistrature distinte, i Capitani di Parte Guelfa e i Nove Conservatori del Dominio e della Giurisdizione Fiorentina, con tutte le congregazioni annesse, compresi gli Uffiziali di Fiumi, ponti e strade, che avevano competenza simili e sovrapponibili, ad esempio sul controllo dell’opera degli agenti di strade; una situazione di confusione istituzionale che già nel 1606 aveva indotto il granduca Ferdinando I a stabilire un’unica Soprintendenza formata dal Provveditore della Parte e dal Soprassindaco dei Nove, che si era successivamente trasformata nella Congregazione di strade e ponti. Il nuovo tribunale giudiziario, formato da tre auditori, competente a giudicare le cause fra le comunità i luoghi pii e i privati, viene abolito con mp del 22 agosto 1782, quando Pietro Leopoldo ne trasferisce l’autorità alle singole comunità locali. La Camera delle Comunità, che assorbe il personale tecnico amministrativo della precedete Congregazione, è gestita da un soprassindaco che, con alcuni aiuti e un avvocato, esercita sia il controllo sulla riscossione di vari tributi sul territorio del dominio, ad eccezione dell’antico Stato di Siena, e sia la tutela sulle comunità del contado e del distretto, ad esclusione del territorio pisano, sottoposto all’Ufficio dei fiumi e fossi di Pisa. Alla Camera, inoltre, viene sottoposto l’Archivio delle decime che può disporre di un proprio organico formato da un archivista, da un computista e da due ingegneri; occasionalmente vengono usati altri tecnici operanti anche per lo Scrittoio delle Possessioni.
Soppressa, dopo l’istituzione – con mp del 6 ottobre 1802 – dell’Ufficio generale delle Comunità con competenza su tutto il territorio toscano, quando viene anche creato il Servizio Imperiale dei Ponti e Argini (ANP, Serie F2, Administration Départementale; Serie F13, Bâtiments Civils; Serie F14, Travaux Publics, Cartes et plans), la Camera è ricostituita con mp del 27 giugno 1814 ed unita all’Ufficio generale delle comunità di Siena, all’Ufficio dei fossi di Pisa, all’Ufficio dei fossi e delle coltivazioni di Grosseto e alla nuova Camera di Arezzo, trasformandosi nella Camera di Soprintendenza Comunitativa. Nello stesso anno, avviate le operazioni di formazione di un nuovo catasto geometrico particellare, è istituito il Dipartimento per la conservazione del catasto e per la direzione dei lavori di acque e strade, il cui soprintendente è tenuto istituzionalmente a relazionarsi con la camera di Soprintendenza Comunitativa per quanto concernente lavori di acque e strade, bilanci di comunità e archivio delle decime.
Alla Camera di Soprintendenza Comunitativa del Dipartimento Pisano, creata nel 1814, è demandato il compito di riscuotere la tassa prediale e la nuova imposta per le spese del catasto, di curare molti lavori pubblici e la sorveglianza di fiumi e canali, in particolare dell’Arno, del Serchio, del Canale Imperiale, del Canale dei Navicelli e di quello di Ripafratta (ASF, Segreteria Gabinetto Appendice, 97/2, Soprintendenza generale delle Comunità, 1814). Nel 1825, nell’ambito della riorganizzazione generale della materia voluta da Leopoldo II che porta alla creazione del Corpo degli Ingegneri di acque e strade, il controllo degli enti locali viene separato dal Dipartimento per la conservazione del catasto, e nuovamente assegnato alle Camere di Soprintendenza Comunitativa, di Firenze, Pisa, Siena, Arezzo e Grosseto (ASF, Segreteria di Gabinetto, f. 396, Istruzioni per gli Uffizi Communitativi), ognuna delle quali aveva il controllo di una circoscrizione territoriale, che prende il nome di compartimento, a sua volta suddiviso in circondari e comunità; la gestione di ogni singolo circondario è affidata, per quanto riguarda gli interventi urbanistici, edilizi e igienici, a un ingegnere di circondario, mentre in ognuna delle cinque Camere vi deve essere un ingegnere, con il titolo di ispettore e solo per i compartimenti di Firenze e Pisa si decide che questi sia coadiuvato da un sottoispettore (ASF, Bandi e ordini da osservarsi nel Granducato di Toscana, vol. XIX, 1825, LXXXIII). Dopo la riforma del 1825, la Camera pisana ha giurisdizione sui circondari di Pisa, Lari, Pontedera, Campiglia Marittima, Pontremoli, Livorno, Pietrasanta e Portoferraio.
Per quanto riguarda il territorio senese, abolita nel 1786 la magistratura dei Quattro Conservatori della città e Stato di Siena, creata nel 1561 da Cosimo I, le sue competenze sono demandate all’Ufficio generale delle comunità e dal 1825, abolito quest’ultimo, alla nuova Camera di soprintendenza comunitativa di Siena. Analogamente, alla Camera di soprintendenza comunitativa di Grosseto, subentrata nel 1825 al soppresso Ufficio dei fossi e delle coltivazioni, vengono assegnate le competenze sugli affari delle comunità della provincia, essendo affiancata dall’ingegnere ispettore del circondario (1825) e dall’Ufficio di Bonificamento della Maremma (1829) che controlla economicamente, tramite la partecipazione del proprio provveditore alla Commissione idraulico-economica.
I compiti delle soprintendenze sono negli anni successivi assorbiti in modo graduale da una nuova istituzione, nata nel 1834 con il nome di Direzione generale dei lavori di acque e strade, sino a quando, con mp del 29 dicembre 1840, è istituita la Soprintendenza generale delle comunità, che esercitava funzioni di controllo sia sulle comunità che sulle soprintendenze comunitative, a cui è sottoposto anche l’Ufficio per la conservazione del catasto. La soprintendenza generale e quelle locali sono definitivamente soppresse nel 1848, quando vengono istituite le prefetture.

Produzione cartografica

Data la complessa vicenda istituzionale, risulta difficile quantificare e persino individuare il materiale cartografico prodotto da questa magistratura, anche se sono sicuramente da attribuirsi all’attività della Camera delle comunità, e successivamente alla Camera di Soprintendenza comunitativa, parte delle carte conservate nell’ASF, nel fondo Piante di ponti e strade, composto di circa 100 carte manoscritte, risalenti ad un periodo compreso fra il XVIII e il XIX secolo, e comunque di difficile consultazione in quanto dispone solo di un inventario sommario redatto nel 1912.
Ancora nell’ASF, nel fondo Miscellanea di piante sono conservate alcune carte riferibili all’ultimo periodo di attività della Soprintendenza in relazione alla realizzazione di alcuni nuovi tratti di strade regie, e di linee ferroviarie e stazioni, come ad esempio la Pianta della strada Regia da Firenze a Pontassieve (n. 12) e la Pianta della Strada Aretina da Pontassieve a Montevarchi (n. 13) che documentano i lavori di allargamento e rinnovamento della strada avvenuti alla metà dell’Ottocento. E’inoltre ipotizzabile che alcuni documenti cartografici relativi alla Camera siano compresi in Piante della Direzione generale delle acque e strade.
Altri documenti cartografici, riferibili alla Camera di Soprintendenza Comunitativa di Pisa sono rintracciabili in ASP, Piante dell’Ufficio fiumi e fossi di Pisa. In particolare è da attribuirsi a questo ufficio il corpus di 46 mappe topografiche, derivate per riduzione dai quadri d’unione del catasto granducale particellare, risalenti alla fine degli anni ’30 del XIX secolo, che riportano confini, viabilità, idrografia e insediamenti presenti nelle varie comunità del territorio pisano (nn. 175-220).

Operatori

Non avendo un corpo tecnico proprio, la Camera utilizzava per la sua attività tecnici, ingegneri, architetti e agrimensori dipendenti da altri uffici, in particolare, al momento della sua istituzione, fanno parte dell’Archivio delle decime, oltre ai matematici Pietro Ferroni, gli ingegneri Giuseppe Salvetti e Giovanni Spadini. Ingegneri e architetti, non impiegati continuativamente ma attivi alla fine del Settecento, sono Bernardino della Porta, Giovan Battista Giudici, Anastagio Anastagi e Giovanni Kindt (Direzione dei lavori di acque e strade), Neri Zocchi e Stefano Diletti (Soprintendenza comunitativa di Pisa), Antonio Capretti (Ufficio fiumi e fossi di Pisa), Giuseppe Franceschi (Ordine dei Cavalieri di S. Stefano); vanno inoltre ricordati Giuseppe Manetti (architetto granducale), l’ Abate Francesco Puccinelli e il Padre Cosimo Peintinger.
Molto più ampio il novero dei tecnici impiegati a vario titolo nel corso dell’Ottocento, in particolare attivi nell’area pisana e grossetana. Per la prima la completa schedatura dei disegni e delle carte relativi alla Camera di Soprintendenza Comunitativa di Pisa, lavoro che manca per il resto del territorio toscano, ha permesso di individuare i nomi di coloro che a vario titolo prestano la loro opera nell’ambito dell’ufficio, ingegneri, architetti, periti, agrimensori che collaborano nella redazione dell’ampio corredo cartografico alle pratiche dei lavori portati avanti da questa magistratura. Fanno parte della Camera pisana Luigi Baggiani, Luigi Baglini, Gaetano Becherucci, Angiolo Bellugi, Roberto Bombicci, Giuseppe Caluri, Ridolfo Castinelli, Lodovico Cateni, Angiolo Cianferoni, Alfonso Daguerre, Francesco Del Greco, Pompeo Ferrai, Antonio Lapi, Costante Maestrelli, Lorenzo Materassi, Gaetano Pasquini, Giuseppe Peselli, Giovan Battista Picchianti, Antonio Piccioli, Corrado Piccioni, Raffaello Rimediotti, Ferdinando Sanminiatelli, Nicola Scrivere e Antonio Torracchi.

Riferimenti bibliografici e archivistici

Barsanti, 1987; Caciagli e Castiglia, 2001; Cresti e Zangheri, 1978; Guida generale agli Archivi di Stato italiani, 1983; Giglia, 1997; Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, 1969, I; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987; Wandruska, 1965; ASF, Segreteria di Gabinetto; ASF, Segreteria di Gabinetto Appendice; ASF, Bandi e ordini da osservarsi nel Granducato di Toscana, vol. XIX, 1825, LXXXIII; ASP, Piante dell’Ufficio fiumi e fossi di Pisa; ANP, Serie F2, Administration Départementale; ANP, Serie F13, Bâtiments Civils; ANP, Serie F14, Travaux Publics, Cartes et plans.

Gabriella Orefice (Siena)


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