Confini (Stato di Lucca)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Offizio sopra le Differenze di Confine (1601-1799)

Deputazione sopra le Differenze (1799-1801)

L’istituzione dell’Offizio sulle Differenze de’ Confini si costituisce nel corso del XVI secolo con il preciso compito di “negoziare co’ principi esterni”; mansioni che in precedenza non erano mai state ricoperte da alcuna deputazione permanente, ma “secondo la volontà del Consiglio Generale, si sbrigavano per lo più dal Collegio degli Anziani e dal Gonfaloniere, e raramente da Balie straordinarie”.
La nascita di questo offizio, quindi, avviene per sopperire ad una finalità ben precisa, ma che non aveva mai avuto un inquadramento istituzionalizzato da parte della Stato lucchese, e si attua dopo una serie di elezioni di varie Cure o Deputazioni formate da un numero variabile di membri cittadini che dovevano farsi carico delle “controversie di confine cogli Stati limitrofi”. La magistratura viene però decretata in maniera ordinaria soltanto nel 1601, quando il Consiglio Generale stabilisce con una legge del 2 gennaio che “«l’Offitio delle Differenze, che farà speditione delle cure et negotii che piacerà all’Ecc. Cons. commetterli», sia di nove cittadini, e debba rinnovarsi ogni anno almeno per la terza parte, con modo però, che vi abbia seduto tre anni, per altrettanti debba esserne escluso”.
Oltre alle mansioni concernenti i limiti amministrativi, nel corso degli anni l’Offizio fu incaricato anche di sovrintendere a tutte le incombenze riguardanti in generale le relazioni interstatali, andando a ricoprire quelle funzioni che oggi giorno competono prettamente agli affari esteri. Inoltre, svolgeva anche le vesti di gabinetto per l’ordine pubblico: infatti, in occasione di fatti tumultuosi e casi estremi e pericolosi per la salvaguardia dello Stato che accadevano di notte, esso si doveva immediatamente riunire assieme al Magistrato de’ Segretari e i Consiglieri di Notte, per prendere decisioni e repentini provvedimenti a tutela del territorio lucchese.
In ragione di questi incarichi la deputazione sulle Differenze divenne una delle magistrature più importanti della Repubblica.
Quando a Lucca, nel 1799 cadde il Governo – dato che essa negli anni passati si era sempre schierata per l’indipendenza alla dominazione francese e alla rivoluzione – fu immediatamente soppressa. Tale esperienza, però, durò per pochi mesi e al momento in cui fu ristabilita la Reggenza Provvisoria venne immediatamente rinnovata anche la magistratura (il 24 luglio sempre del 1799), con la denominazione di Deputazione sopra le Differenze. Ma a causa delle alterne vicende politiche che si ebbero in quegli anni, anche la sussistenza di questo Offizio fu molto breve dato, che essa fu definitivamente conclusa con il decreto del 28 gennaio 1801 in cui la Repubblica Democratica ricostituiva l’ordinamento statale istituendo la figura dei vari Ministeri.

Produzione cartografica

L’attività e la produzione dell’Offizio sopra le Differenze di Confine comincia agli inizi del XVI secolo – l’istituzione ufficiale, però, venne sancita il 2 gennaio del 1601 – e termina nel 1801. All’interno del fondo di questa magistratura sono conservati una grande quantità di documenti, non solo cartografici, che trattano in generale dei problemi delle dispute di confine. Sono presenti quindi carteggi, documenti relativi ai conflitti, relazioni su controversie amministrative, ma una veste decisamente rilevante la rivestono le filze in cui sono stati riuniti mappe, disegni e descrizioni varie, eseguite in differenti anni.
Di seguito, si elencano le segnature archivistiche delle singole filze, evidenziando a quali Comunità si riferiscono le mappe contenute:
Viareggio e Camaiore (Offizio sopra le Differenze di Confine, 567);
Montignoso e Pescaglia (Offizio sopra le Differenze di Confine, 568);
Gallicano (Offizio sopra le Differenze di Confine, 569-570);
Coreglia, Bagni e Villabasilica (Offizio sopra le Differenze di Confine, 571);
Minucciano (Offizio sopra le Differenze di Confine, 572);
Distretto delle Sei Miglia (Offizio sopra le Differenze di Confine, 573);
Castiglione (Offizio sopra le Differenze di Confine, 574);
Comunità varie (Offizio sopra le Differenze di Confine, 575);
Miscellanea di piante riguardanti Castiglione, Massa, Viareggio assieme alla sue fortezze, Camaiore, Montignoso, Castagnola, Ricciana di San Michele, Agliano, Albiano, Acqua del Caprio, Garfagnana (Offizio sopra le Differenze di Confine, 576).

Operatori

Nel corso degli anni in cui l’Offitio esercitò compiutamente le proprie competenze amministrative, operarono alla diretta dipendenza dell’ente, o in isolate e specifiche collaborazioni, numerosi tecnici e operatori. In alcuni casi le maestranze che produssero i progetti e le dispute di confine risultano essere personalità della parte confinante che elaborarono il lavoro in concorso con i propri colleghi appartenenti allo Stato lucchese. Di seguito si riporta una lista di personaggi che a varia natura collaborarono con l’Ente, ove viene menzionata la funzione di ciascun tecnico e gli anni in cui è certa l’attività per opere riguardanti le dispute di confine:
Alessandro Resta, ingegnere (1567); Marcantonio Botti, perito ingegnere (1620-1629); Pasio Pasi, perito ingegnere di parte modenese (1621); Domenico Cecchi (1702-1733); Frediano Puccini, ingegnere (1613-1615); Don Pietro Pierotti, perito agrimensore (1712-1714); Don Domenico Pierotti, perito agrimensore (1714); Giuseppe Masseangeli (1701); Domenico Filippo Masseangeli (1712-1714); Giulio Ambrogio Giannetti, perito (1719-1732); Gianfrancesco Giannetti (1730 circa); Filippo Del Medico, capitano ingegnere di parte modenese (1770); Tommaso Gaetano Pellegrini; perito ingegnere (1770-1776); Sigismondo Bertacchi, perito ingegnere di parte modenese (1613); Giuseppe Civitali, agrimensore (1541-1564); Giovan Francesco Gabrielli, pubblico perito agrimensore (1686-1723); Giovan Battista Pieri, chirurgo (1699); Giovanni Costa, perito ingegnere di parte modenese (1776); Flaminio Samminiati, perito (1603); Silvestro Gabrielli, agrimensore (1635-1640); Giovanni Vannuccori, agrimensore (1664-1687); Gherardo Boccabadati, perito di parte modenese (1687); Giacomo Cantelli, perito di parte modenese (1687); Francesco Vacchi, perito ingegnere di parte modenese (1622); Geronimo Palma, ingegnere di parte modenese (prima metà del XVII secolo); Pellegrino Pieri, agrimensore; Giovanni Azzi, perito ingegnere (1684); Simone Moni, agrimensore (1721); Paolo Natalini, perito agrimensore (1659); Giuseppe Natalini, perito agrimensore (1723-1725); Giuseppe Maria Serantoni, padre agostiniano (1744); Pietro Pellegrini, perito ingegnere (1762); Romano Duccini, perito ingegnere (1756); Giovanni Bertocchi, perito ingegnere (1763-1770); Pier Angelo Dini, perito agrimensore (XVIII secolo); Francesco Maria Butori, ingegnere (1801); Filippo Cappelletti, perito agrimensore (1656-1659); Paolo Lipparelli (1635-1646); Pietro Vagnarelli, ingegnere (1620); Carlo Federico Castiglione, perito agrimensore (1723); Michele Flosi, pubblico Professore di Geometria (prima metà XVIII secolo); Filippo Chiocca (1701).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Archivio di Stato di Lucca, 1987; Azzari, 1993; Franchetti Pardo e Romby, 1980; Gallo, 1993; Niccolai, 2004; Rombai, 1983; Bongi, 1872-1888. ASLu, Offizio sopra le Differenze di Confine.

Giulio Tarchi (Siena)


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