Direzione Generale dei Boschi (XVII secolo–1780) (Granducato di Toscana)

Attiva dal 1743 al 1781, la Direzione Generale dei Boschi continuò l’opera di amministrazione delle boscaglie e delle selve toscane che fin dal XVII sec. era di pertinenza dello Scrittoio delle Reali Possessioni e, sebbene solo per il taglio dei boschi in alcune zone specifiche, dei Capitani di Parte Guelfa.
Il Commissario e Visitatore generale dei boschi veniva eletto direttamente dal Granduca e godeva di una provvisione di 25 scudi al mese, erogata in parte dallo Scrittoio delle Possessioni, in parte dai Nove Conservatori e in parte dalla Magona del Ferro.
Nell’ambito del generale riordino degli uffici pubblici dovuto all’avvento dei Lorena, vennero decise una maggiore liberalizzazione del taglio dei boschi e una nuova organizzazione amministrativa dei controlli. Con il Regolamento del 15 ottobre 1743, la Toscana venne divisa in Cinque dipartimenti creati appositamente «per il governo delle boscaglie» di proprietà pubblica e privata, con sedi a Firenze, Siena, Pisa, Arezzo e Cortona, Pistoia. Successivamente, con mp 28 marzo 1770, Pietro Leopoldo assoggettò alle imposte i beni amministrati dallo Scrittoio delle Possessioni e con 24 ottobre 1780 fu definitivamente sanzionato il principio della assoluta libertà dei proprietari; vennero quindi smantellati i Cinque Dipartimenti, riaggregando allo Scrittoio delle Reali Possessioni le competenze in materia di boschi rimaste allo Stato.

Produzione cartografica

A livello cartografico, un corposo filone fa riferimento alla gestione economica di boschi e pascoli di proprietà granducale. Una serie di figure risalgono al 1664, quando il provveditore dell’Arsenale Mediceo di Pisa, Giorgio o Zorzi de’ Negri, fece censire le principali aree boscate e le bandite forestali riservate alle “aziende granducali” dell’Arsenale marittimo e della Magona del Ferro (in BUP, ins. 641).
Un altro corpo cartografico è rappresentato dalle piante dei boschi della montagna pistoiese disegnate intorno al 1750 in modo anonimo da tecnici magonali (in ASF, Piante dei Capitani di Parte, cartone XXVI, cc. 53 – 57).
Alla riforma lorenese sulla gestione dei beni forestali di proprietà pubblica e privata, attuata tra il 1743 e il 1781, risalgono le carte dell’intera Toscana divisa nei Cinque dipartimenti e dei singoli dipartimenti forestali di Firenze, Pisa, Pistoia, Siena e Arezzo, in ASF, Miscellanea di Piante, nn. 103, 198, 210, 253, 504/a–b; la Carta del Dipartimento di Cortona è invece in ASF, Piante dei Capitani di Parte, cc. sciolte n. 72.

Operatori

Giorgio o Zorzi de’ Negri (provveditore, 1664).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Rombai, Toccafondi e Vivoli, a cura di, pp. 25-53; Valentini, 1993, pp. 245-303. ASF, Segreteria di Finanze ante 1788, n. 396 “Direzione generale dei boschi. Parte istorica”; ASF, Possessioni, 1318, inss. 6, 56, 65; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Piante dei Capitani di Parte Guelfa; ASF, Piante topografiche dello Scrittoio delle Reali Possessioni; ASF, Piante dello Scrittoio delle Reali Possessioni; ASF, Piante dello Scrittoio delle Reali Possessioni – Serie Tomi; ASF, Magona del Ferro; BUP, n. 641.

Rosamaria Martellacci (Siena)


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