Flobert, Antoine Frederic

Antoine Frederic Flobert
N.
M.

Relazioni di parentela: Anne Blanchard riporta un Charles-Armand Flobert che fu a lungo al servizio del­l'Elettore di Baviera ed ebbe un figlio con lo stesso nome diventato ingegnere or­dinario nel 1751 dopo aver frequentato la scuola di Mèzières. Il nostro dovrebbe provenire dalla stessa famiglia, ma non sappiamo quale fosse il grado di parentela con i suddetti.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere militare e «brigadiere nelle truppe della Repubblica e non nel corpo del Genio la cui forma non esistendo ancora, avrebbe reso questo titolo puramente immaginario» (ASG, Foglietta, 1035).

Biografia:
Le uniche informazioni sicure sono riferibili al periodo di due anni (1756-1757) in cui presta la sua attività al servizio della Repubblica e ovviamente la sua naziona­lità francese. Quanto alla data e al luogo di nascita possiamo presumere che come un altro ingegnere militare con lo stesso cognome appartenga a una famiglia della buona borghesia champenoise che diede tanto mercanti e avvocati quanto uomini di armi (Blanchard, 1981). Sappiamo anche che quando giunse a Genova aveva al suo attivo 28 anni di servizio nell'esercito spagnolo. Si può perciò ipotizzare che fosse prossimo alla cinquantina.

Produzione scientifica:
Non si conoscono carte o piante firmate dal nostro, neppure nel periodo genove­se, e tuttavia la sua attività sul suolo ligure, anche se breve, ha lasciato un segno importante nella riorganizzazione dell'apparato militare, in particolare del corpo del Genio della Repubblica, che non esistendo fino ad allora si modellerà sulle linee tracciate dal Flobert. Come Sicre, anche lui pur essendo francese viene dall'e­sercito spagnolo e infatti lo vediamo presente con l'armata dell'Infante nel teatro italiano della guerra di successione austriaca, dove si segnala, come capitano inge­gnere, nella presa di Pavia (settembre 1747), secondo la testimonianza di Gian­francesco Doria. In questo periodo ha modo di conoscere e apprezzare Michele Codeviola che, assunto come docente di architettura militare nel 1751, diventerà un anello importante del progetto di formazione del nuovo corpo ligure del Genio di cui la Repubblica vuole dotarsi.
Arrivato a Genova nel marzo del '56 la sua attività iniziale si svolge a fianco del Si­ere nella visita alle fortificazione dell'estremo Ponente e più tardi alla cinta delle mura e forti di Genova e infine nei mesi estivi lo ritroviamo all'ispezione delle for­tificazioni di Bastia e Ajaccio. In compagnia del De Cotte visita le fortificazioni del Golfo della Spezia e più tardi traccia le linee di una Istruzione generale per il servi­zio delle truppe nelle varie postazioni del Golfo.
Compiuta la visita di tutti i punti strategici dello Stato il Flobert si dedica alla ri­strutturazione del corpo degli ingegneri militari già ricostruita in tutti i particolari da P. Pescarmona e L.C. Forti. Al di là di cale riordinamento i cui effetti si fecero sentire anche negli anni seguenti, il ruolo di Flobert fu rilevante, pur nella sua bre­vità, per la funzione di maestro esercitata nei confronti di alcuni giovani ingegneri che lo affiancarono nelle visite e nei progetti relativi al golfo di Vado: Gerolamo Gustavo e Giacomo Brusco.
Più difficili, come era già avvenuto anche nei confronti del De Cotte, il rapporto con i vecchi ingegneri, come Matteo Vinzoni che lo definì «poco buono ingegne­re» in rapporto ai lavori al fortino di Vado, e lo stesso De Cotte che non esitò a criticarne i progetti relativi alla stessa area.

Carte

A Giorgio Rossini si deve l'attribuzione al Flobert di due disegni conservati nell' ASG (ma queste attribuzioni, come molte altre, non sono registrate nell'ultimo catalogo della Raccolta Cartografica):
- Vado 12: Plan de fortin de Vado avec le project des demolitions et nouvelles constructions proposees pour le mettre en etàt de deffense.
- Vado 1: Pianta delle immediazioni di Zinora verso levante, col progetto di una fortificazione adattabile al sito e alla natura di dette immediazioni.

Produzione di cartografia manoscritta:

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
F. ALZIERI, Notizie dei professori del disegno in Liguria dalla fondazione dell'Accademia, I, Genova, Sambolino, 1864.
A. BLANCHARD, Dictionnaire des Ingenieurs militaires 1691-1791, Montpellier, Impr. Louis Jean, 1981.
G. DORIA, Della storia di Genova dal trattato di Worms fino alla pace di Aquisgrana, Leida (in realtà Modena), 1750.
L.C. FORTI, Fortificazioni e ingegneri militari in Liguria (1684-1814), Genova, Compagnia dei Librai, 1992.
P. PESCARMONA, Note e documenti sul Corpo degli Ingegneri Militari a Genova alla metà del Settecento, in Studi in memoria di T.O. De Negri, <>, III, 1986.
M. QUAINI, A proposito di «scuole» e «influssi» nella cartografia genovese del Settecento e in particolare di influenze franco-piemontesi, in Cartografia e istituzioni in età moderna, 2 voll, Genova, Socierà Ligure di Storia Patria, 1987, II, pp. 783-802.
L. ROSSI, Lo specchio nel Golfo, Sarzana, Agorà, 2003.
G. ROSSINI, Le fortificazioni genovesi e Vado dal XVI sec.: un capitolo di architettura militare, in <>, NS, XIV, 1980, pp. 107-139

Altro:

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Massimo Quaini




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