Fortificazioni e Genio Militare (Granducato di Toscana)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Direzione Generale delle Fortificazioni e Artiglieria (1739-1777)

Genio Militare della Toscana (1753-1777)

L’insieme dei palazzi, delle ville e delle fortezze granducali afferiva in un primo momento allo Scrittoio delle Fortezze e Fabbriche, poi, a partire dal 1739, allo Scrittoio delle Regie Fabbriche, che ebbe come primo direttore l’architetto lorenese Jadot (o Jadod), cui successe Giuseppe Ruggieri.
Con il Ruggieri venne compiuta, durante il periodo della Reggenza, una prima netta divisione tra fabbriche civili e fortezze, anche se in realtà una vasta opera di riassetto delle strutture fortificate e difensive dello stato toscano era già stata intrapresa da Cosimo I nel 1531, con l’istituzione dei Cinque Provveditori delle Fortezze: i quali, sebbene ben presto riassorbiti dai Capitani di Parte Guelfa, avevano la cura delle operazioni di costruzione o di rifacimento e restauro delle fortificazioni.
Tuttavia, solo con l’avvento dei Lorena sul trono di Toscana, le fabbriche militari vennero decisamente scorporate da quelle civili e affidate alla Direzione Generale dell’Artiglieria e Fortificazioni di cui, con Ordinanza del 26 aprile 1739, fu nominato Direttore il colonnello Odoardo Warren, contemporaneamente incaricato di predisporre le piante delle principali città e fortezze del Granducato. Con la stessa Ordinanza venne inoltre istituito il Consiglio di Guerra, preposto alla omonima Segreteria di Guerra a sua volta sottoposta al Consiglio di Reggenza.
Il 10 giugno 1739 il Consiglio di Guerra garantì al colonnello Warren la collaborazione dei comandanti e la disponibilità di una nave per intraprendere il viaggio di conoscenza delle fortezze toscane, ricognizione che sfocerà nel 1749 nella Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Gran Ducato di Toscana.
Il 30 settembre 1746 il Consiglio di Guerra fu abolito e le sue funzioni trasferite al Consiglio di Reggenza, sebbene personale, uffici e archivi continuassero a rimanerne ben distinti.
In seguito al nuovo Regolamento militare del 1753, venne istituito un Corpo del Genio Militare, dipendente dalla Direzione generale dell’Artiglieria e Fortificazioni, composto da due capitani, due tenenti, due sottotenenti, un matematico, un disegnatore, due cadetti, quattro sorveglianti e quarantasette impiegati ripartiti nelle varie piazze e fortezze. Concentrato nelle tre piazzeforti di Firenze, Livorno e Portoferraio, dal 1760 il Corpo fu sotto il comando del maggiore Giuseppe De Baillou, trasferito da Livorno, dove ricopriva la carica di Provveditore alle locali fortificazioni dal 1749. Coadiuvato dall’ing. Francesco Maillard, De Baillou assunse la direzione del Corpo con la carica di colonnello ed una provvigione annua di 6300 lire.
Nel 1763 De Baillou propose l’ampliamento dell’organico di tutto il battaglione di artiglieria dal numero di 175 a quello di 226 uomini, a cui erano aggregati gli ingegneri-geografi, e segnalò per la cattedra vacante di matematiche un padre gesuita austriaco; l’ampliamento venne approvato, mentre nuovo matematico fu nominato il dottor Giusepe Pigri, con l’approvazione di Vienna del 1764.
Sebbene fosse descritto come «non numeroso» nel 1765, con la politica militare di Pietro Leopoldo il Corpo del Genio venne ben presto ridimensionato: il 2 settembre 1777 il Corpo degli Ingegneri Militari fu soppresso e la manutenzione degli edifici militari nuovamente affidata allo Scrittoio delle Regie Fabbriche, la cui competenza sarà conservata fino agli ultimi anni del Granducato toscano.

Produzione cartografica

Si deve alla Direzione generale dell’Artiglieria e Fortificazioni la Raccolta di piante delle principali città e fortezze del Gran Ducato di Toscana (ASF, Segreteria di Gabinetto, 695), ordinata dal granduca Francesco Stefano e redatta tra il 1739 e il 1749 dagli Ingegneri del Genio Militare sotto la guida del colonnello Odoardo Warren (pubblicata a cura di Gurrieri, 1979).
Numerosi altri disegni di fortificazioni, torri, forti, dogane ecc. prodotti dal Genio Militare della Toscana sono conservati in ISCAG (cfr. Principe, 1988).

Operatori

Tra gli ingegneri che lavorarono al servizio della Direzione generale dell’Artiglieria e Fortificazioni prima e del Corpo del Genio Militare poi, risultano:
Odoardo o Edoardo Warren (1739), Giuseppe De Baillou (1760), Innocenzio Fazzi (nel 1765 proposto capitano), Andrea Dolcini (nel 1765 proposto tenente), Giuliano Anastasi (dal 1739 nel Genio fino al 1746; nel 1744 redige una Carte generale della Toscana), Duret, Luigi Gargani, Leonardo Garin, Diodato Ray, Giacinto van Lint, Vittorio Anastasi o Anastagi, L. Vannuccini, Petrella Del Monte (nel 1749 tenente), Odoardo Warren il giovane (nel 1749 maggiore), Francesco Maillard (luogotenente nel 1749), Giovanni Masini (nel 1749 capitano), Pierre Hurault (nel 1761 capitano), Desmarres (capitano), Jean Tausch (nel 1761 proposto luogotenente), Carlo Sguazza (nel 1761 proposto luogotenente), Pietro Giovanni Venturi (nel 1761 proposto luogotenente.), Pasquale Fortunati (nel 1761 promosso sottoluogotenente), Taddeo Antioco Musso (napoletano, dal 1762 sottoluogotenente, nel 1765 proposto tenente), Giovanni Antonio Fabbri (livornese, nel 1765 proposto sottoluogotenente), Giuseppe Spadini (di Portoferraio, nel 1765 proposto sottoluogotenente), Philippe Low (nel 1765 proposto conduttore), Domenico Malfanti (nel 1765 proposto conduttore), Gaetano Benvenuti di Portoferraio (disegnatore), Francesco Fei (fiorentino, nel 1749 maggiore), Giovanni Masini (livornese, luogotenente dal 1745 e capitano dal 1756, architetto, ingegnere e disegnatore), Giovanni Boldrini (promosso nel 1761 “munizionario della Piazza di Grosseto”), Bernard St. Michel (lorenese, proposto capitano nel 1761), Alessandro Giannerini (aretino, esperto in geometria, proposto capitano nel 1761), Niccola Lotti (fiorentino, dal 1758 sottoluogotenente, nel 1765 proposto tenente).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Archivio di Stato di Firenze, 1991; Barsanti, Bravieri e Rombai, a cura di, 1988; Bertuzzi e Vaccari, 1993, pp. 306-360; Coppi e Rombai, 1988, pp. 21-41; Gurrieri, a cura di, 1979; Ludovico, 1991; Manetti, 1991; Mori, 1907, pp. 1-8; Nanni, Pierulivo e Regoli, 1993; Rombai, 1993; Rombai, 1995; Rombai, 1987; Romby, 1993; Toccafondi e Vivoli, 1993; Guida generale agli Archivi di Stato italiani, 1983, pp. 90 e 114. ASF, Corpo degli Ingegneri Militari direzioni di Firenze, Livorno, Lucca, Orbetello e Portoferraio; ASF, Commissariato di Guerra di Firenze. L’inventario è in fase di elaborazione ed è intitolato Guida ai fondi archivistici militari. Si segnalano in particolare le seguenti filze: ASF, Corpo degli Ingegneri militari, ff. 1538–1551 (anni 1739-1774), ff. 1589-1625 (anni 1738-1752), ff. 1659–1910 (anni 1738-1752, di cui ff. 1744-1745 “Inventari di Stabili e fabbricati ad uso militare); ASF, Commissariato di Guerra di Firenze, ff. 1538-1551 (anni 1739-1744), ff. 1552–1588 (anni 1738–1752, “Fabbriche attinenti allo Scrittoio dell’Artiglieria e Fortificazioni”).

Rosamaria Martellacci (Siena)


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