Peperelli, Francesco

Francesco Peperelli
N.
M.

Relazioni di parentela:

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Romanus Architectus

Biografia:
La sua biografia è poco nota: si ignora la data di nascita e qualche dubbio permane sul luogo di provenienza. Sembra comunque da escludere una improbabile origine senese, in base alla qualifica attribuitagli nel già citato testamento . La sua morte deve essere sopravvenuta probabilmente nel 1642, in quanto nel 1641 è registrata la sua sostituzione come architetto, presso l’ospedale del San Giacomo degli Incurabili di Roma e nel novembre dello stesso anno è datato il suo testamento. Infine proprio a partire dal 1642 mancano sue notizie presso il cantiere del palazzo Del Bufalo ed egli risulta essere stato sostituito anche presso la famiglia dei committenti Santacroce .

Produzione scientifica:
Qualcosa di più è dato conoscere circa la sua attività nella Roma seicentesca. Questa fu varia e al servizio di molti committenti, sia nobili privati, sia enti religiosi. Si occupò infatti di architettura civile e religiosa, di estimo, di misura e cartografia. La sua prima menzione, in un registro di “Giustificazioni” della basilica di Santa Maria Maggiore, risale al 1611, quando Peperelli intervenne come perito per firmare conti di muratura e falegnameria . Il periodo della sua produzione più intensa come architetto ebbe inizio nel 1627, quando fu chiamato a progettare il palazzo Del Bufalo-Ferraioli e continuò negli anni 1630-1640 con una fitta attività edilizia, sempre a Roma. Nel 1628 è registrata la sua presenza presso la Villa d’Este di Tivoli e dal 1634 entrò nei registri dell’Accademia di San Luca. Fra le sue opere più rilevanti si contano il palazzo Santacroce ai Catinari, il monastero di Santa Maria in Campo Marzio, la chiesa di Santa Maria in Traspontina, il palazzo del Monte di Pietà e la chiesa di San Salvatore in Campo. Contemporaneamente prestò il suo servizio per progetti, piante e consulenze per vari enti religiosi romani, come il monastero di Santa Caterina della Rosa, l’oratorio di San Girolamo della Carità, la congregazione di San Silvestro in Capite, gli ospedali della Annunziata, della Consolazione e di San Giacomo degli Incurabili. Tra il 1625 e il 1641 figurò spesso a Velletri, a sud di Roma, inizialmente incaricato dalla Sacra Congregazione del Buon Governo come supervisore di conti e misure, in seguito per eseguire lavori idrici e stradali, infine con l’incarico di realizzare il disegno del Palazzo Priorale, palazzo del quale egli fu definito “inventore” dal Barigioni in una relazione del 1714 .
Intorno agli anni Venti si colloca la sua attività di cartografo, su commissione della famiglia Peretti. La data del 1620 compare sulla mappa della proprietà di Torrimpietra, successivamente inserita nella raccolta del Catasto Alessandrino, mentre circa due anni prima dovette realizzare la carta del territorio del comune laziale di Mentana, anch’esso di proprietà della famiglia Peretti. Quest’ultima pianta, datata in base ad elementi interni, fu realizzata in occasione di una questione giuridica relativa al territorio soggetto alla riscossione di un’imposta fiscale: “Pianta di parte del territorio de la Mentana dell’Illustrissimo Principe Peretti per la lite che verte tra Sua Eccellenza e li molto Reverendi Padri e canonici regulari di San Salvatore in Lauro di Roma fatta da me Francesco Peperelli Architetto di Sua Eccellenza”. La legenda è seguita dalla firma autografa del Peperelli. Proprio per la motivazione che fu alla base della redazione della pianta, questa, pur essendo in bianco e nero e priva di elementi decorativi, si presenta fornita di un gran numero di particolari relativi all’assetto del territorio: orografia, idrografia, viabilità, confini, insediamenti urbani e insediamenti minori, gli antichi castra e casali del territorio romano, edifici religiosi, osterie, attività rurali e opifici. Il medesimo carattere di estrema precisione presenta la “Pianta e misura di tutte le tenute delli casali di Torrimpreda dell’Illustrissimo et Eccellentissimo Principe Peretti”, anch’essa disegnata su commissione del principe Peretti, allora proprietario della zona. L’attività di cartografo di Francesco Peperelli risulta dunque in qualche modo marginale rispetto a quella di architetto e, seppure caratteristica di un certo eclettismo tipico degli architetti romani seicenteschi, essa si giustifica nell’ambito del legame intenso che vincolava l’architetto al suo committente.




Produzione di cartografia manoscritta:
Intorno agli anni Venti si colloca la sua attività di cartografo, su commissione della famiglia Peretti. La data del 1620 compare sulla mappa della proprietà di Torrimpietra, successivamente inserita nella raccolta del Catasto Alessandrino , mentre circa due anni prima dovette realizzare la carta del territorio del comune laziale di Mentana, anch’esso di proprietà della famiglia Peretti . Quest’ultima pianta, datata in base ad elementi interni, fu realizzata in occasione di una questione giuridica relativa al territorio soggetto alla riscossione di un’imposta fiscale: “Pianta di parte del territorio de la Mentana dell’Illustrissimo Principe Peretti per la lite che verte tra Sua Eccellenza e li molto Reverendi Padri e canonici regulari di San Salvatore in Lauro di Roma fatta da me Francesco Peperelli Architetto di Sua Eccellenza” . La legenda è seguita dalla firma autografa del Peperelli. Proprio per la motivazione che fu alla base della redazione della pianta, questa, pur essendo in bianco e nero e priva di elementi decorativi, si presenta fornita di un gran numero di particolari relativi all’assetto del territorio: orografia, idrografia, viabilità, confini, insediamenti urbani e insediamenti minori, gli antichi castra e casali del territorio romano, edifici religiosi, osterie, attività rurali e opifici . Il medesimo carattere di estrema precisione presenta la “Pianta e misura di tutte le tenute delli casali di Torrimpreda dell’Illustrissimo et Eccellentissimo Principe Peretti”, anch’essa disegnata su commissione del principe Peretti, allora proprietario della zona . L’attività di cartografo di Francesco Peperelli risulta dunque in qualche modo marginale rispetto a quella di architetto e, seppure caratteristica di un certo eclettismo tipico degli architetti romani seicenteschi, essa si giustifica nell’ambito del legame intenso che vincolava l’architetto al suo committente.

Pianta di parte del territorio de la Mentana dell’Illustrissimo Principe Peretti per la lite che verte tra Sua Eccellenza e li molto Reverendi Padri e canonici regulari di San Salvatore in Lauro di Roma fatta da me Francesco Peperelli Architetto di Sua Eccellenza”, senza data, ma attribuibile intorno al 1618 (ASR, Ospedale del San Giacomo degli Incurabili, busta 1505).
“Pianta e misura di tutte le tenute delli casali di Torrimpreda dell’Illustrissimo et Eccellentissimo Principe Peretti”, 25 maggio 1620, scala grafica di catene romane 100, rosa dei venti, legenda descrittiva (ASR, Presidenza delle Strade, Catasto Alessandrino, mappa 428/28).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
G. Spagnesi, Palazzo Del Bufalo-Ferraioli e il suo architetto, in “Palladio. Rivista di Storia dell’Architettura”, 13 (1963), pp. 134-158.

Bibliografia. Repertori carto-bibliografici
Baglione, Vite de’ pittori, 1733, pp. 94, 169 ss., 246, 260.
U. Thieme, F. Becker, Allgemeines lexicon del bildenden Kuenstler von Antike bis zur Gegenwart, vol. XXVI o XXVIII, Leipzig 1932, p. 389.
Dizionario enciclopedico di Architettura e Urbanistica, diretto da Paolo Portoghesi, vol. IV, Roma 1969, p. 406.

Bibliografia. Edizioni e schede delle carte
Zaccaria Mari, Tibur. Pars Tertia, “Forma Italiae”, Regio I, Volumen XVII, Firenze 1983, edizione parziale della pianta di Mentana a p. 21.
Rinaldo Cordovani, I Cappuccini e Monterotondo, Monterotondo-Mentana 1984, edizione parziale della pianta di Mentana a p. 19.
Susanna Passigli, La pianta dell’architetto Francesco Peperelli (1618): una fonte per la topografia della regione romana, Roma 1989, Miscellanea della Società romana di Storia patria, XXXI.
Marco Vendittelli, Dal Castrum Castiglionis al Casale di Torrimpietra. I domini dei Normanni-Alberteschi lungo la via Aurelia tra XII e XV secolo, in “Archivio della Società romana di Storia patria”, 112 (1989), pp. 115-182, fig. 3.



Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Susanna Passigli


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