Baccani, Gaetano

Gaetano Baccani
N. 1792
M. 18 giugno 1867

Relazioni di parentela: Figlio di Carlo e di Colomba di Iacopo Danzi, ebbe quattro fratelli: Luigi (nato nel 1783) e Filippo (nato nel 1787), morti si pensa entrambi in giovane età, Luisa, sposatasi con Luigi Manetti, e Giuseppe, pittore, nato nel 1789, che frequentò l'Accademia negli stessi anni di Gaetano e successivamente divenne canonico della Metropolitana fiorentina e che lo affiancherà in vari incarichi professionali.
Nel 1824 Gaetano sposò la nobile Maddalena Michelozzi, dalla quale ebbe quattro figli: Antonietta, Giuseppe (che diventerà un famoso fotografo), Carlo e Filippo.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Architetto Acque e Strade

Biografia:

Produzione scientifica:
Il suo vero esordio sulla scena architettonica fiorentina avvenne nel 1818, allorché Gaetano vinse il concorso bandito dal principe romano Camillo Borghese, per un progetto di ristrutturazione totale ed ampliamento del Palazzo Borghese in Via Ghibellina a Firenze (ex proprietà Salviati); per tale opera, oltre al premio ricevuto dall'Accademia di Belle Arti, l'architetto (affermandosi su ben più quotati concorrenti) ebbe anche l'incarico di seguire i lavori, dimostrando grande efficacia e riuscendo a rispettare i termini temporali (3 anni) e le esigenze imposte dalla convenzione con il principe. Il nuovo prospetto del palazzo, uno dei più grandi della città, acquistò un aspetto grandioso ispirato a motivi classicisti. Alle decorazioni del palazzo parteciparono "maestri" fiorentini fra i quali il fratello Giuseppe e Antonio Fedi.
Un altro importante incarico "giovanile" fu il completamento del giardino "romantico", con la realizzazione del Torrino, per il marchese Pietro Torrigiani – subentrando nel 1820-21 a Luigi Cambrai Digny – a dimostrazione delle sue doti originali e della sua versatilità.
Gaetano operò sempre in ambito fiorentino: la sua attività professionale fu quasi esclusivamente quella di architetto progettista e rastauratore di edifici ma anche di urbanista, pertanto la sua produzione grafica è relativa a progetti in questo campo.
Svolse una intensissima attività, sia legata ad istituzioni ed enti religiosi e laici, sia a nobili famiglie fino ad arrivare allo stesso granduca (presso il quale era particolarmente accreditato), che non mancò di investirlo di importanti incarichi e riconoscimenti, fra cui: nel 1832 venne insignito del Cavalierato di S. Giuseppe; nel 1833 venne eletto architetto onorario del Reale Collegio dei Professori di Musica di Firenze; nel 1832 fu incaricato di occuparsi delle esequie della granduchessa Marianna Carolina e, nel 1850, ebbe il compito degli addobbi per le nozze dell'arciduchessa Isabella.
E’ definito dal granduca, nel 1839, come “l’abile ingegnere architetto del duomo, di buona scuola, saper molto, persona per carattere apprezzabile, eseguiva” (Pesendorfer, a cura di, 1987, pp. 237 e 466).
Il Baccani teneva uno studio professionale in Piazza S. Maria Novella.
Le uniche eccezioni alla sua attività esclusiva di progettista, a quanto risulta dalla documentazione raccolta, sono costituite da alcuni disegni di appezzamenti terrieri eseguiti per conto dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano: tra il 1844 e il 1846, realizzò infatti le piante (una decina) dei beni del Priorato d'Urbino Giuntini, posti a Firenze e Fiesole; si trattava soprattutto di edifici (villa con annessi, altri fabbricati e casa poderale) ma anche di appezzamenti. L'altro esempio è dato da alcune piante di beni rustici e urbani (4 disegni) posti a Cerreto Guidi, Vinci e Livorno, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Baliato di Pescia Maggi dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, eseguite nel 1855 (il 9 giugno). Sempre per lo stesso committente pisano, realizzò nel 1848 la pianta e altri due disegni di particolari architettonici della Collegiata di Or San Michele di Firenze, chiesa filiale dell'Ordine; nel 1851 (13 agosto), le piante (6 disegni) di alcuni edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato Kennedi Laurie; nel 1854 (21 marzo), le piante (9 disegni) di alcuni edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Baliato di Pienza Baldini; infine, nel 1858 (25 giugno), altre piante (5 disegni) di edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Priorato di Pistoia De Prat (in ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, nn. 44, 44a, 64, 1620, ins. 6, 1621, ins. 3, 1622, ins. 4, e 1628, inss. 4 e 7).
Dal 1824 al 1860 ricoprì il ruolo di "architetto ufficiale" dell'Opera del Duomo di Firenze, quella magistratura civica preposta alla cura costante di uno dei monumenti più importanti della città. In questa veste il Baccani ebbe modo di compiere un profondo e prolungato intervento restaurativo della cattedrale, nonché di occuparsi della riconfigurazione della Piazza del Duomo (mediante la costruzione delle nuove canoniche); in età ormai avanzata, all’inizio degli anni ’60, fu presidente della giuria di uno dei concorsi per la facciata del Duomo (il primo era stato bandito nel 1859 dal granduca Leopoldo II), incarico che gli procurò fama in ambito nazionale.
Nel 1849, fu incaricato del progetto di adeguamento del “grande cappellone dietro la basilica di San Lorenzo” a mausoleo mediceo; Baccani vi si accinse con “castigato stile e seguace dei buoni maestri” (Pesendorfer, a cura di, 1987, pp. 237 e 466).
Si ricordano inoltre altri importanti progetti, come quello della Dogana nel quartiere di Barbano (nel 1843, mai realizzata), o come la ristrutturazione del Teatro della Pergola, nel 1855, su commissione dell'Accademia degli Immobili.
Se per i numerosi interventi alla cattedrale il Baccani aveva incontrato sempre un ampio favore critico, gli interventi successivi di restauro alle chiese di S. Miniato al Monte, S. Maria Novella e S. Lorenzo, avviati negli ultimi anni del governo di Leopoldo II e compiuti nei primi anni dell'Unità, suscitarono invece critiche e polemiche anche accese nei confronti dell'ormai anziano Baccani. Egli pertanto, dopo un lungo periodo da protagonista e di vero interprete della stagione di Leopoldo II, decise di ritirarsi, pare volontariamente, dalla scena abbandonando quel clima di fervore e di rinnovamento della città che stava per sfociare nei lavori poggiani per "Firenze Capitale".
Il suo impegno non si limitò solo all'attività professionale: ebbe infatti anche importanti incarichi istituzionali e politici: fra questi si ricorda la sua nomina a gonfaloniere del Comune di Bagno a Ripoli (dove la famiglia aveva consistenti proprietà fondiarie, fra cui la monumentale Villa Belvedere), fra il 1850 e il 1858.

Produzione di cartografia manoscritta:
Mappe e disegni dei beni del Priorato d'Urbino Giuntini, posti a Firenze e Fiesole, 1844-46 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, nn. 44, 44°);
Piante di beni rustici e urbani posti a Cerreto Guidi, Vinci e Livorno, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Baliato di Pescia Maggi dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, 9 giugno 1855 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 64);
Pianta e disegni di particolari architettonici della Collegiata di Or San Michele di Firenze, chiesa filiale dell'Ordine, 1848 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 1620, ins. 6);
Piante di alcuni edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato Kennedi Laurie, 13 agosto 1851 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 1621, ins. 3);
Piante di alcuni edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Baliato di Pienza Baldini, 21 marzo 1854 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 1622, ins. 4);
Piante di edifici posti in Firenze, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Priorato di Pistoia De Prat, 25 giugno 1858 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 1628, inss. 4 e 7).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Karwacka Codini e Sbrilli, 1987, pp. 20, 33-34 e 36; Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989, pp. 142-144; Barsanti, 1991, pp. 296-298, 303, 310, 314 e 321-322; Bertano e Quartulli, 2002, passim; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci


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