Andreini, Giovanni

Giorgio Andreini
N.
M.

Relazioni di parentela: Non si sa quale sia la sua parentela con Giuseppe, del quale potrebbe essere padre o, più probabilmente, nonno.

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: Ingegnere

Biografia:
Era già attivo sotto il granducato di Pietro Leopoldo che lo definì, nelle sue Relazioni, dotato di "talento, capacità ed onestà, ma un poco lento e comodo" (1969, I, p. 84); le notizie certe che abbiamo arrivano fino al 1821.

Produzione scientifica:
Svolse la sua attività di ingegnere a Pisa, soprattutto come dipendente pubblico; dai primi anni del XIX secolo era ingegnere di ruolo nel locale Ufficio dei Fiumi e Fossi e poi nell'ufficio pisano dello Scrittoio delle Regie Fabbriche Granducali.
Tra il 1814 e il 1821 prestò servizio come "Perito di strade" alle dipendenze della Magistratura Comunitativa pisana, e si ha notizia della sua conferma come perito di strade di Vecchiano nel 1819, incarico nel quale venne sostituito nel 1821 da Simone Dani.
Nel 1777 disegnò alcune case di proprietà degli Spedali in Via Maddalena (oggi Via Mazzini).
Nel 1784 redasse un progetto per l'ampliamento e ristrutturazione della residenza delle Oblate del Regio Spedale Nuovo di S. Chiara.
Tra il 1785 e il 1786 fu impegnato in diversi progetti per la ristrutturazione del Palazzo Pretorio e del Seminario Vecchio in Piazza dell'Arcivescovado (attuale Museo dell'Opera del Duomo).
Nel 1786 effettuò i restauri della Chiesa di S. Sisto.
Nel luglio 1787 si occupò di una questione di viabilità minore rappresentando, planimetricamente, parte della rete stradale della Comunità di Santa Maria a Monte nel Valdarno pisano (il disegno è in ASCCs).
Tra il 1787 e il 1795 l’Andreini collaborò con l’agrimensore Giovacchino Rossini alla realizzazione del nuovo estimo comunitativo di Rosignano Marittimo, eseguendo misure e stime; nel 1796, all’indomani dell’entrata in vigore di questo strumento fiscale, l’Andreini fu incaricato delle correzioni e degli aggiornamenti resisi necessari per le numerose proteste e denunce dei proprietari terrieri (Ferri e Rossi, 1989, pp. 74-81; la documentazione relativa alle operazioni catastali è conservata in ASCRM, mentre il plantario e gli allegati sono in ASLi).
Tra il 1791 e il 1792, eseguì alcuni lavori per conto dell'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, in particolare realizzò una serie di disegni raffiguranti i beni pisani appartenenti a due Commende di Patronato dei Cavalieri: si tratta di una decina di tavole, una delle quali fu eseguita in collaborazione con l'ingegnere Giovanni Domenico Riccetti e le altre con il perito agrimensore pisano Diego Turbati, forse figlio di quel Ranieri Turbati che un ventennio prima, assieme al collega Giovanni Battista Lascialfare (o Lascialfari), aveva provveduto a realizzare la parte tecnica dell'allivellazione delle fattorie stefaniane del Pisano) (i disegni delle Commende sono in ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 592, ins. 42, e n. 593, ins. 46).
Nel 1797 si occupò dei lavori di demolizione di una porzione delle mura urbane presso il Ponte della Fortezza e della costruzione di un nuovo Corpo di Guardia.
Negli ultimi anni del XVIII secolo lavorò, insieme allo Stassi/Stagi, nella Certosa di Calci e, nello stesso periodo, partecipò ad un concorso per il rifacimento di Piazza S. Caterina e progettò alcuni edifici urbani, sempre a Pisa.
Tra il 1800 e il 1804 rappresentò, in collaborazione con Giovanni Caluri, alcuni terreni facenti parte delle Tenute pisane di Migliarino e Stagno: si tratta della Pianta del livello di S. Niccolò di Migliarino (in AS, Piante, n. 121), che fu eseguita nel 1800 al momento del rinnovo del livello ai Salviati; i due ingegneri erano stati scelti come periti di parte (il primo per i Salviati e il secondo per la Prioria di S. Niccolò) ma, poiché le parti non si trovavano d'accordo sulla perizia Caluri-Andreini, fu scelto come terzo perito Antonio Capretti, che produsse per l'occasione un'altra pianta.
Il secondo lavoro con il Caluri fu la Pianta di diversi terreni posti nella Tenuta di Stagno, di proprietà delle monache di S. Lorenzo di Pisa e allivellati ai Salviati e altri delle Regie Possessioni granducali (in AS, Piante, n. 28), eseguita all’inizio del XIX secolo dai due periti (ambedue questa volta di parte granducale) per dirimere una controversia confinaria.
Nel 1801 redasse una perizia relativa a Villa Ceuri a Lari, nella campagna pisana.
Nel 1805 eseguì il rilievo della Villa Studiati Berni (già Gaetani) a Molina di Quosa.
Nel 1806 (il 10 novembre) realizzò le piante e i prospetti (in 6 disegni) della chiesa di Pontedera (ASF, Miscellanea di Piante, nn. 216a-c).
Nel 1807 si occupò nuovamente della ristrutturazione del Palazzo Pretorio, soprattutto per adibirlo ad uso del governatore della città e per il rifacimento dei locali destinati a carcere pubblico e a tribunale.
Nel 1820 fece parte di una commissione incaricata di esaminare i progetti per la costruzione del nuovo Palazzo Pretorio.
In qualità di "Perito di Strade", tra il 1814 e il 1821, si occupò di numerosi progetti, sia in campo stradale che urbanistico-architettonico, realizzando i relativi disegni (tutta la documentazione è in ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 57, 112, 121 e 212). Si rammentano:
una pianta con relativa livellazione di tutto il fiume Serchio, con la collaborazione di Giuseppe Peselli, suo sottoposto; una pianta del Camposanto del paese di Oratoio nella Comunità di Pisa del 1817; la planimetria di un tratto della Strada regia Livornese nella Comunità di Pisa del 17 febbraio 1821 e, sempre dello stesso anno (il 28 marzo), il progetto per la realizzazione di un opificio per tessuti sul Canale Macinante di Pisa in località Ripafratta.

Produzione di cartografia manoscritta:
Piante della rete stradale della Comunità di Santa Maria a Monte, 1787 (in ASCCs);
Plantario dell’estimo del Comune di Rosignano Marittimo, con Giovacchino Rossini, 1787-95 (ASLi, Estimo. Comunità di Rosignano);
Mappe dei beni pisani delle Commende di Patronato dei Cavalieri di Santo Stefano, con l’ingegnere Giovanni Domenico Riccetti e l’agrimensore pisano Diego Turbati, 1791-92 (ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano, n. 592, ins. 42, e n. 593, ins. 46);
Pianta del livello di S. Niccolò di Migliarino, con Giovanni Caluri, 1800-1804 (AS, Piante, 121);
Pianta di diversi terreni posti nella Tenuta di Stagno, con Giovanni Caluri, inizio del XIX secolo (AS, Piante, n. 28).
Piante e prospetti (6 disegni) della chiesa di Pontedera, 10 novembre 1806 (ASF, Miscellanea di Piante, nn. 216a-c);
Pianta con livellazione di tutto il fiume Serchio, con Giuseppe Peselli, 1814-21; Pianta del Camposanto di Oratoio (Pisa), 1817; Planimetria di un tratto della Strada regia Livornese nella Comunità di Pisa, 17 febbraio 1821; Pianta e progetto per la realizzazione di un opificio per tessuti sul Canale Macinante di Pisa a Ripafratta, 28 marzo 1821 (ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 57, 112, 121 e 212).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
Pietro Leopoldo, 1969, I, p. 84; Rombai, 1987, p. 410; Karwacka Codini e Sbrilli, 1987, pp. 116 e 119; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 160; Ferri e Rossi, 1989, pp. 74-81; Barsanti, 1991, pp. 199-201; Mazzanti e Sbrilli, 1991, p. 246; Melis, 1996, p. 243; Nanni, Pierulivo e Regoli, 1996, p. 68; Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 122, 161, 328, 345, 353 e 405 (ove sono riportate tutte le segnature dettagliate dei singoli disegni conservati in ASP); ASF, Miscellanea di Piante; ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa; ASP, Archivio dell'Ordine di S. Stefano; AS, Piante; ASCCs; ASCRM; ASLi.

Rimandi ad altre schede:

Autore della scheda: Anna Guarducci


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