Maffei, Giovanni Stefano

Giovanni Stefano Maffei
N. Graglia 1708
M. Ivrea 1783

Relazioni di parentela: Fratello del misuratore Carlo Amedeo Maffei (v. scheda). Il nonno è da identificare col Carlo Maffeo che ottiene le patenti di misuratore il 16 dicembre 1684 (ASTO, Camerale, Patenti Piemonte, art. 687, serie 1626-1696, vol. 105, f. 168).

Ente/istituzione di appartenenza:
Qualifica: misuratore

Biografia:

Produzione scientifica:
La sua lunga carriera si svolge principalmente al servizio dell’Azienda delle Fabbriche e Fortificazioni, per la quale presta servizio dal 1732 sino alla morte, con compiti connessi principalmente alla misura ed estimo delle opere murarie erette presso i cantieri statali attivati per la costruzione e manutenzione delle fortezze. I mandati di pagamento emessi in suo favore ne testimoniano l’attività presso le fortificazioni di Tortona, Valenza, Serravalle, Novara, Casale, Alessandria, Acqui, Bobbio, Cuneo, Demonte e alta Valle di Stura, Piacenza, Ivrea, Savona e Altare; intensissima è in particolare l’attività negli ’40 del Settecento presso le piazzeforti interesssate dalla guerra di successione austriaca, dove si avvale dell’assistenza del nipote Carlo Giacinto Maffei, figlio del fratello Carlo Amedeo (ASTO, Camerale, Fabbriche e Fortificazioni, art. 183, Conto della Tesoreria Fortificazioni e Fabbriche, regg. 3-53). Dal 1751 è invece destinato stabilmente ad Ivrea, dove gli viene affidata la direzione dei lavori presso il castello di quella città e presso le fortificazioni di Bard, Verrua e Chivasso.
Il 10 aprile 1752 supera l’esame da misuratore presso l’Università di Torino (Arch. Storico Univ. di Torino, Registro degli architetti, maestri de’ conti e misuratori, X.D.2, f. 135) ed acquista una Piazza (ASTO, Controllo Generale Finanze, Notai e Misuratori, reg. 8, f. 143, 14 aprile 1752): munito di tali titoli affianca all’attività per l’Azienda altri incarichi, realizzando i catasti di due comunità presso Ivrea, Novareglia ed Albiano; per quest’ultimo si avvale dell’assistenza del geometra Borione di Graglia (v. scheda su Giovanni Bernardo Borione). Nel 1778 viene incaricato dall’Intenendente provinciale di eseguire il collaudo della mappa catastale di Ivrea, realizzata da Giuseppe Antonio Vigna (ASTO, Azienda Generale Finanze, Catasto Antico del Piemonte, Ivrea, all. E, vol. 59).
Nel 1774 viene nominato Regio Misuratore ed Estimatore Generale di S.M. e gli viene attribuito uno stipendio annuo di lire 150 (ASTO, Patenti Controllo Finanze, reg. 48, f. 138 v.) in riconoscimento dei 43 anni prestati al servizio dell’Azienda Fabbriche e Fortificazioni. Il 12 febbraio 1780 riceve le patenti di giubilazione, con cui il suo stipendio viene raddoppiato (Ivi, reg. 58, f. 46 v.), ma tale atto non segna una cessazione dell’attività professionale, dal momento che egli continua a lavorare sino a pochi giorni prima del suo decesso, avvenuto ad Ivrea nel 1783 (ASTO, Min. della Guerra, Azienda Generale Fabbriche e Fortificazioni, Lettere della Prov. di Ivrea, reg. 37, 5.7.1783).
Aveva tentato di avviare due figli maschi all’esercizio della sua stessa professione, esprimendo tale volontà sia in un primo testamento redatto nel 1771 (ASBI, Notai del distretto di Biella, Carlo Giuseppe Gatto, vol. 1774, f. 147), sia introducendoli ad impieghi presso l’Azienda Fabbriche e Fortificazioni, ma entrambi ne vengono allontanati a causa di gravi inadempienze, deludendo le aspettative paterne. Nel 1781 Giovanni Stefano fa quindi dono della Piazza da misuratore al Santuario di Graglia con l’unica condizione che, in caso di vendita, venga accordato un diritto di prelazione ai propri nipoti (ASBI, Insinuazione di Biella, vol. 637, ff. 315 v.-316 v., 5 settembre 1781): tale facoltà non viene però esercitata e negli anni seguenti gli gli amministratori del Santuario concederanno la Piazza in affitto prima ad un altro misuratore di Graglia, Antonio Destefanis, e poi a Michele Garino di Leynì (ASTO, Controllo Generale Finanze, Notai e Misuratori, reg. 35, f. 28 v., 11 luglio 1783, e Ibid., reg. 48, f. 27v., 11 novembre 1796).
Egli muore senza lasciare alcun erede diretto della propria attività professionale, sebbene altri membri della famiglia continuino ad operare in quel campo: oltre ai figli di suo fratello Carlo Amedeo, diventano misuratori un figlio di sua sorella Amedea, Luca Antonio Gabino, ed il marito di una delle sue figlie, Giuseppe Trombone, di Vercelli.

Produzione di cartografia manoscritta:
[Mappa del territorio di Novareglia], 18 giugno 1765 (ASTO, Azienda Generale Finanze, Catasto Antico del Piemonte, Novareglia, all. A, pf. 47).
- MAPPA TERRITORIALE / DEL LUOGO D’ALBIANO / PROVINCIA D’IVREA / FATTA NEL ANNO MDCCLXXI, 1771 (ASTO, Azienda Generale Finanze, Catasto Antico del Piemonte, Albiano, all. C, rot. 176).
- CARTA TOPOGRAFICA / di parte del Corso del Ticino, che comprende esso Fiume cominciando alquanto superiormente dal Luogo / della Tolentina, per sino alla chiesa di S. Lanfranco in poca distanza della Città di Pavia, unitamente ai Luoghi / di S. Varese, Torre, Isola, Villanova, Carbonara, Sabione, Terreni, Fabbriche, Strade, Roggie, Porti, guadi per passar / il Ticino in tempo dell'acque basse, e Rippe & che si ritrovano a dritta, ed alla sinistra d'esso Fiume Ticino / pendente la distesa suddetta, carta in 9 parti (di cui sono conservate solamente le parti II, IV, VIII, XIX) con sottoscrizioni di Gio Steffano Maffeÿ e Filiberto Rochietti, s.d. (ASTO, Carte Topografiche e Disegni, Carte Topografiche per A e B, Ticino, 1).

Produzione di cartografia a stampa:

Fonti d’archivio:

Bibliografia:
E. MARANGONI, La professione di misuratore nel Piemonte del Settecento attraverso la ricostruzione di percorsi biografici: il caso della famiglia Maffei, in P. SERENO (a cura di), Storie di cartografi, storia della cartografia: la biografia nella ricerca geografica, in stampa.

Rimandi ad altre schede: Giovanni Bernardo Borione, Luca Antonio Gabino, Andrea Grato Maffei, Carlo Amedeo Maffei, Carlo Giacinto Maffei.

Autore della scheda: Elena Marangoni