Guardaroba mediceo e Corte lorenese (Granducato di Toscana)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Guardaroba mediceo (1538-1783)

Corte lorenese e Guardaroba (1765-1808)

Imperiale e Regia Corte (1814-1860)

La Guardaroba Medicea era l’ufficio incaricato dell’amministrazione, della cura e della conservazione di tutte le suppellettili, gli oggetti, l’argenteria ecc. presenti nei palazzi, ville e gallerie di proprietà granducale, di cui doveva anche curare la manutenzione e l’esecuzione delle riparazioni necessarie. Istituita nel 1538, la Guardaroba continuò a funzionare secondo le regole medicee anche dopo l’estinzione di casa Medici. L’11 maggio 1739 i suoi compiti passarono all’amministrazione delle Regie Fabbriche, finché nell’aprile 1770 cessò di esistere come amministrazione autonoma e sottoposta alla Segreteria di Finanze.
In seguito alla salita al trono di Pietro Leopoldo di Lorena e alla conseguente riorganizzazione della struttura di corte, il 1 gennaio 1766 venne istituita l’amministrazione della Corte lorenese e Guardaroba, che comprendeva i sei dipartimenti del Maggiordomo maggiore del Granduca e della Real Corte; del Grand Ciambellano e Camera del Granduca; del Cavallerizzo maggiore; del Maggiordomo maggiore della granduchessa; della Maggiordoma maggiore della granduchessa; dell’Aia della Real Prole.
Negli anni successivi, il progressivo accorpamento di diversi uffici all’amministrazione di Corte, portò nel 1783 all’annessione della Guardaroba generale alla Corte lorenese, finché il 24 novembre 1784 la carica di Guardaroba maggiore fu definitivamente soppressa e la Guardaroba generale posta alle dipendenze del Maggiordomo maggiore.
Il mp 6 aprile 1789 istituì l’Amministrazione generale dei patrimoni della Corona e personale del granduca, a cui vennero aggregati la Guardaroba, lo Scrittoio delle Reali Possessioni, che amministrava le aziende agricole di proprietà della Corona e privata del sovrano, e lo Scrittoio delle Reali Fabbriche e Giardini. Quest’ultimo, quindi, interveniva di concerto con l’ufficio della Guardaroba e del Maggiordomo maggiore sui palazzi e sulle ville della Corona.
Nel 1801, a seguito dei cambiamenti dinastici e istituzionali determinati dalla creazione del Regno d’Etruria sotto Ludovico I di Borbone, l’organizzazione della Corte subì nuove modifiche: la direzione di tutti gli affari interni della Corte ritornò appannaggio del Maggiordomo maggiore, venne soppressa la Segreteria della Corona e di Corte e le sue competenze ripartite tra le segreterie di Stato, di Finanze e di Guerra. Il 26 agosto 1802 venne stabilito che l’amministrazione della Real Corona e Corte fosse limitata ai soli dipartimenti della Real Corte e della Guardaroba generale, da cui il nome di Amministrazione della Real Corte e Guardaroba.
Nel 1807 una nuova riforma organizzò l’Amministrazione intorno ai tre dipartimenti della Real Casa e Corte, della Guardaroba generale e delle Reali Possessioni, ordinamento che rimase in vigore fino al 1808.
Dopo la Restaurazione, l’amministrazione della Imperiale e Regia Corte venne ripristinata con mp 22 aprile 1815 che ristabiliva la attribuzioni del Maggiordomo maggiore. Nel 1833 venne soppresso il dipartimento della Guardaroba maggiore e istituita la carica di Ispettore della Guardaroba e del mobiliare dei Reali palazzi e ville, alle dirette dipendenze del Maggiordomo maggiore.
Nel 1849 la carica di Maggiordomo maggiore venne ridotta a titolo puramente onorifico e le sue competenze divise tra le nuove cariche di Soprintendente dell’Imperiale e Real Casa e Corte, e quella di Gran Ciambellano. Il mp 10 novembre 1856 confermò il sistema di precedenze tra le cariche e stabilì per il Soprintendente la nuova denominazione di Maggiordomo dell’Imperiale e Real Corte, a cui afferivano tutti gli affari amministrativi, la raccolta e il controllo dei bilanci, l’erogazione delle somme per tutti i settori della corte.
Tale struttura rimase in funzione fino al 17 aprile 1859, data della definitiva partenza della dinastia lorenese.

Produzione cartografica

Dall’Inventario del fondo, (Giamblanco e Marchi, a cura di, 1997) risultano pochi elaborati, consistenti soprattutto in piante di alcuni edifici, in disegni per esequie di membri della famiglie granducale, in progetti per interventi di vario tipo.
Si segnala in ASF, Guardaroba Medicea, la filza 1016 “Piante di palazzi” (libro di 27 piante, disegni e schizzi di palazzi, XVII sec., di cui alcune firmate da G. Silvani).

Operatori

Gherardo Silvani; Giuseppe Martelli; Carlo Cecchi; Gaetano Baccani; Francesco Cinci.

Riferimenti bibliografici e archivistici

Giamblanco e Marchi, a cura di, 1997; Vaccari, a cura di, 1997. ASF, Guardaroba Medicea; ASF, Imperiale e Real Corte.

Rosamaria Martellacci (Siena)


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