Magona del Ferro (Granducato di Toscana)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Magona del Ferro (1542-1816)

Amministrazione Imperiale e Reale delle Miniere e Magona (1816-1835)

I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro (1835-1851)

Amministrazione “Cointeressata Bastogi” (1851-1881)

La Magona del Ferro fu l’ufficio statale creato dal granduca Cosimo I dei Medici nel 1542 per gestire in regime di monopolio – mediante vari stabilimenti alimentati dalla forza idraulica dei corsi d’acqua locali e dal carbone vegetale dei boschi anche privati circostanti, via via costruiti o riconvertiti a Pistoia, nella sua campagna e nella Montagna Pistoiese (San Felice, Piastrelle, Candeglia, Capodistrada, Malconsiglio, Pracchia, Piteccio, Mammiano, Piteccio), nelle Apuane di Pietrasanta (Ruosina, Seravezza, Argentiera, Gatto, Cansoli, Cardoso) e nelle Maremme di Pisa e Siena (Cecina, Campiglia Marittima, Valpiana e Accesa) – l’importante e strategica industria della fusione in vari altoforni dei minerali ferrosi estratti nell’isola d’Elba, nonché di raffinazione e lavorazione del ferro greggio in innumerevoli ferriere e distendini o altre officine, con la vendita nel Granducato e all’estero dei prodotti (ghisa, semilavorati, manufatti vari per usi civili e militari).
Gli impianti della Magona – dopo una fase di declino e di gestione dell’azienda affidata ad appaltatori privati (1737-67) – sotto il principato di Pietro Leopoldo vennero dettagliatamente descritti nel 1768 dal visitatore e magoniere Carlo Setticelli, e in seguito notevolmente potenziati anche con l’apertura dei nuovi stabilimenti di Sestaione e Cutigliano nella Montagna Pistoiese, nonostante l’abolizione nel 1781 della privativa statale della fabbricazione e vendita del ferro. A tali interventi innovativi fece però seguito la chiusura dello stabilimento di Campiglia Marittima.
Nel 1814, con il passaggio al Granducato del Principato di Piombino, la Magona ereditò le miniere elbane e lo stabilimento siderurgico di Follonica, e con ciò l’industria statale poté irrobustirsi ulteriormente.
Nel 1816 fu cambiata la ragione sociale con la creazione dell’Amministrazione Imperiale e Reale delle Miniere e Magona, detta anche “Regia Mista” perché aperta al contributo di imprenditori privati ed inizialmente affidata alla gestione (fino al 1828, allorché lo Stato ne riassunse la guida) dei medesimi capitalisti.
Col motuproprio del 3 novembre 1835 venne istituita la I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro con sede decentrata a Follonica, località che, grazie al forte potenziamento degli impianti e alla costruzione pianificata di un paese intorno all’area produttiva, stava diventando il centro di gran lunga più importante della siderurgia toscana. La geografia degli impianti – tutti puntualmente descritti e cartografati, uno per uno, nel 1800 dall’ingegnere architetto Bernardino della Porta, in un atlante di 35 eleganti tavole planimetriche a colori – venne radicalmente ridisegnata con l’immediata privatizzazione di tutti quelli del Pistoiese e del Pietrasantino, e con la concentrazione degli investimenti nei poli produttivi di Follonica, il principale, di Cecina, Valpiana e Accesa (l’ultimo dei quali venne però chiuso nel 1851).
Con decreti del 13 giugno e 6 ottobre 1851, la I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro venne trasformata nell’Amministrazione “Cointeressata Bastogi”, vale a dire in una società per azioni pubblica e privata concessa in gestione al finanziere livornese Pietro Bastogi che tenne l’impresa fino al 1881.

Nonostante il tradizionale ricorso ad operatori tecnici per le esigenze di ricognizione, di progettazione ed esecuzione di interventi di ordine architettonico e territoriale (edifici, corsi d’acqua, strade, boschi), pare che fino ad allora non fosse presente un ingegnere nel ruolo dei dipendenti dell’azienda.
Solo il 21 ottobre 1839 compare l’architetto Luigi Leoni, per altro già da oltre un ventennio attivo nell’azienda siderurgica ove avrebbe ancora lavorato almeno fino agli anni ’70: con la qualifica prima di “scritturale”, poi di “segretario della direzione” (comportante il compenso annuo di lire 2800) e addirittura, nel 1870, di “commissario e amministratore” dello stabilimento di Follonica.
Luigi Leoni già nel 1818 stese una perizia del forno di Follonica (ASF, Magona, f. 2483). Nel 1828, quando si firma ancora come architetto delle Regie Fabbriche, eseguì la Recognizione dei locali, descrizione e perizia dei miglioramenti e dei deterioramenti rispetto alla situazione del 1828, in ASF, Magona. Appendice II, f. 256 mazzo n. 1 (Rombai e Tognarini, 1986, pp. 160 e 213; e Quattrucci, 1994, p. 148).
Nel 1852 stese – insieme a Pellegrino Papini – per il nuovo amministratore Bastogi il Rapporto sul riordinamento dell’alveo principale della valle di Rio nell’isola d’Elba con allegato una pianta, un profilo di livellazione e sezioni trasversali dell’ultimo tronco del torrente riese, in ASF, Magona; e I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 673 (cfr. Quattrucci, 1994, p. 204).
Soprattutto, il nostro tecnico affiancò Alessandro Manetti nel disegnare il piano urbanistico di Follonica all’inizio degli anni ’30 (Rombai e Tognarini, 1987).

Produzione cartografica

Pianta del forno di Valpiana, Dionisio Mazzuoli, 1712 (in ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 713, n. 19);
Pianta della costa di Massa e Follonica fino ai forni di Valpiana con le gore, Giuseppe Buonamici ministro a Massa, seconda metà del sec. XVIII (in ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 744, n. 12);
Pianta geometrica dei terreni di diretto dominio della Comunità di Massa ritenuti a livello nella Bandita del Comunale della Magona di S.A.R., Sebastiano Flosi ingegnere, seconda metà del sec. XVIII (in ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 744, n. 15);
Planimetria e alzato dei magazzini di marina a Follonica, Giovanni Gamberai, 8 gennaio 1773 (ASF, Magona, 2531, ins. H);
Pianta in proporzione che dimostra il terreno ad uso di pascolo di proprietà di S.A.R. tenuto in affitto dalla R. Magona di Cecina, Giovanni Gamberai, 25 aprile 1793 (in ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 722, n. 26);
Raccolta eterogenea di 79 mappe degli stabilimenti, di terreni e bandite, di fabbricati della Magona nella Montagna Pistoiese, nella Versilia e nella Maremma, con ponti e strade, gore e steccaie, secoli XVII e XVIII (in ASF, Magona, f. 2744);
Piante dimostrative, descrizione e stime degli edifici e fabbriche della Reale magona del Ferro, e legnami di Boscolungo fatte l’anno 1800, dall’ingegnere architetto Bernardino della Porta (in ASF, Magona, f. 2401: atlante di 35 tavole manoscritte colorate relative a tutti gli opifici magonali del Pistoiese, del Pietrasantino e delle Maremme);
Atlante di 72 mappe degli stabilimenti e fabbricati della Magona nella Montagna Pistoiese, nella Versilia e nella Maremma, primi decenni del XIX secolo (ASF, Magona, f. 2743);
Pianta del prato della regia Magona in luogo detto Valpiana, Gaetano Giacomelli, giugno 1807 (in ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro, f. 713, n. 19);
Pianta della Bandita delle Tane di proprietà dell’I. e R. Amministrazione delle Miniere e Fonderie del Ferro, metà XIX secolo (ASF, Miscellanea di Piante, n. 243.a);
Tre piante della Bandita della Sassa in Comune di Pomarance di proprietà dell’I. e R. Amministrazione delle Miniere e Fonderie del Ferro, metà XIX secolo (ASF, Miscellanea di Piante, n. 243.b);
Atlante di undici tavole con Progetto del Signor Ingegnere Augusto Ponsard per il rordinamento delle Miniere di Rio, Augusto Ponsard, 1862 (ASF, Miscellanea di Piante, n. 280).

Operatori

Dionisio Mazzuoli (1712); Giuseppe Buonamici, ministro a Massa (seconda metà del sec. XVIII); Sebastiano Flosi, ingegnere (seconda metà del sec. XVIII); Giovanni Gamberai (1773-93); Bernardino della Porta, ingegnere architetto (1800); Gaetano Giacomelli (1807); Luigi Leoni, architetto (1818-70); Augusto Ponsard, ingegnere (1862).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Rombai e Tognarini, 1986; Rombai, Toccafondi e Vivoli, 1987, p. 44; Quattrucci, 1994, passim; ASF, Magona; ASF, I. e R. Amministrazione della Miniera di Rio e delle Fonderie del Ferro (per le centinaia di segnature interessate con relazioni descrittive e cartografie spesso non firmate o attribuite, cfr. Quattrucci, 1994, passim).

Anna Guarducci (Siena)


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