Nove Conservatori e Confini (Granducato di Toscana)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Nove Conservatori del Dominio e della Giurisdizione fiorentina (1560-1769)

Auditore delle Riformagioni e Avvocato Regio (1782-1859)

Con decreto del 26 febbraio 1560, il Magistrato dei Consiglieri della Repubblica fiorentina sopprimeva le magistrature degli Otto di Pratica e dei Cinque Conservatori del Contado e Dominio fiorentino per sostituirle con il nuovo magistrato dei Nove Conservatori del dominio e della giurisdizione fiorentina.
La nuova Magistratura si componeva di cinque membri dell’Ordine dei Quarantotto, di due membri del Consiglio dei Dugento e di due cittadini. In essa veniva trasferita e consolidata tutta l’autorità, le giurisdizioni e i privilegi delle due precedenti magistrature, e quindi il controllo sull’amministrazione delle comunità e dei luoghi pii e la tutela dei beni comunitativi dell’intero Stato “vecchio”, escluso quindi lo Stato senese; la Magistratura provvedeva inoltre a determinare e ripartire fra le comunità del distretto una imposta generale detta “Chiesto dei Nove” ed infine riscuoteva ed amministrava le decime del contado.
I Nove avevano inoltre la giurisdizione sul delicato problema del controllo dei confini dello Stato, che dovevano “mantenere”, limitarsi cioè, in quanto organo puramente esecutivo, alla conservazione dei confini precedentemente accertati in maniera definitiva. Infatti, nelle trattative per le nuove confinazioni e in quelle per le rettificazioni e correzioni di una certa rilevanza, continuò a prendere parte diretta il sovrano, nel cui nome tali affari erano trattati in particolare dall’Auditore delle Riformagioni oppure dal Consiglio Privato o Pratica Segreta.
Anche i Nove, come del resto altre magistrature (ad es. lo Scrittoio delle RR. Possessioni), non avevano al loro servizio tecnici stabili, utilizzando di volta in volta i tecnici imborsati o al servizio della magistratura dei Capitani di Parte, con la quale nel settore delle strade si verificò per tutto il periodo mediceo un continuo conflitto di competenze. Nel 1606 Ferdinando I stabilì pertanto che il Soprassindaco dei Nove e il Provveditore dei Capitani di Parte avessero insieme la competenza sull’attività degli Agenti di strade, emanando nello stesso anno le “Istruzioni agli agenti di strade” per una migliore organizzazione del lavoro.
Il decreto del 20 luglio 1691 nominava un ingegnere fisso a servizio dei Nove Conservatori nella persona di Guliano Ciaccheri, con una provvisione di 60 scudi l’anno più lire 10 da pagarsi dalle comunità per la giornata di lavoro nelle aree di pertinenza. Altri tecnici al servizio dei Nove furono Alfonso Parigi, Giovanni Giorgio Kindt (ingegnere stabile dal 1756), Lorenzo Tommasi (1766), Giovanni Franchi (1736); intorno alla metà del XVIII sec. fu direttore del Magistrato dei Nove il lorenese Jadot.
Le funzioni della magistratura del Nove rimasero invariate fino al 1769 quando, con mp del 22 giugno, Pietro Leopoldo soppresse i Nove e i Capitani di Parte, sostituendo ad ambedue la Camera delle Comunità e dei Luoghi Pii.
L’archivio dei Nove passò dapprima alla Camera delle Comunità, poi, con mp del 12 marzo 1782, venne istituito un apposito Archivio dei Confini, concentrato nell’Archivio delle Riformagioni e posto alle dipendenze dell’Avvocato Regio, al quale era affidata la periodica ispezione dei confini stessi; data la sua importanza politica, l’Archivio dei Confini rimase alle dipendenza dell’Avvocato Regio anche dopo la fondazione dell’Archivio Centrale di Stato, in cui confluì soltanto nel 1865.

Produzione cartografica

Tra le carte del fondo ASF, Nove Conservatori, si segnalano in particolare:
“Fortezze, fabbriche e muraglie” 1542-1769, registri e filze 97;
filza 3596: “Notizie istoriche del Magistrato dei Nove”;
filza 1338: “Rapporti dei Capimaestri dal 25 agosto 1558 al 13 giugno 1589”. Si tratta di una filza di relazioni e perizie rimesse alla Magistratura da capimastri e da ingegneri su confinazioni di beni, danni recati, risarcimenti e lavori da farsi a fiumi, strade, mulini, fabbriche dipendenti dalla Magistratura stessa.
Le rappresentazioni cartografiche relative al controllo dei confini, svolto dai Nove Conservatori fino al 1769 e in seguito dall’Auditore delle Riformagioni e dall’Avvocato Regio sono nel fondo ASF, Confini, suddiviso in Piante antiche dei Confini (XVI sec.-1782) e Piante moderne dei confini (1782-1859): comprende 230 piante e 10 registri, per un totale di circa 1000 disegni.
Alcune piante relative alla questione dei confini sono rintracciabili anche in ASF, Miscellanea di Piante (nn. 37, 54/a-c, 75, 77, 107, 135, 233, 293bis/g, 293bis/r, 334, 486/a–f, 500, 503, 530, 533, 539, 539/a–d, 541, 543, 746), che sono probabilmente «da collegare all’attività di uffici come la Pratica Segreta o l’Auditore delle Riformagioni, che trattarono affari di confinazione per speciale incarico del sovrano» (cfr. Rombai, Toccafondi e Vivoli, a cura di, 1987, p. 36).

Operatori

Alfonso Parigi; Giovanni Giorgio Kindt (ingegnere stabile, dal 1756, 1768); Lorenzo Tommasi (1766); Jadot (anni ’40 del XVIII secolo); Gabbriello Ughi; Salvatore Piccioli (1780); Giacomo Benassi (1783); Luigi Kindt (1788); Matteo Masotti (1788); Francesco Fei (1785); Giovanni Maria Veraci (1722, 1727 e 1744); Matteo Vinzoni (1744); Donato Maria Fini (1744); Antonio Capretti (1782); Antonio Matteo Lancisi (1731); Pietro Brunetti (1838, 1846, “Ingegnere delle Riformagioni e Confini”); Gaetano Masotti (1772); Giulio Cerruti (1687); Gaetano Tortoli (1828); Ferdinando Ruggieri (1723); Ferdinando Morozzi (XVIII sec.); Pietro Paolo Calini o Casini (XVIII sec.); Filippo Grobert (1779); Stefano Pasi (1779); Stefano Diletti (1786); Pietro Ferroni (1778); Giuseppe Salvetti (1778); Innocenzio Fazzi (metà del XVIII sec.); Angiolo Maria Mascagni (1762); Pietro Pellegrini (1762); Masseangeli (1696); Tommaso Massini (1641); Giulio Gentili (1789); Gherardo Mechini (1608 e 1613-1614); Lorenzo Petroni (1613-1614); Neri Zocchi; Paolo Priè (1613); Michele Piazzini (1767); Antonio Capretti (1784); Cantagallina (1616); Dionisio Mazzuoli (1725); Piero Antonio Montucci (1739); Alessandro Nini (1783); Bernardo Marmori (1674); Egidio Maria Bordoni (ingegnere pontificio); Giovanni Franchi (1708, 1736); Dario Giuseppe Buonenove (1697); Girolamo Rinaldi (ingegnere pontificio); Michele Ciocca o Ciocchi (1620); Eustachio Manfredi (1724); Giuliano Ciaccheri (ingegnere, dal 1683, 1691, 1696); Giovanni Cristoforo Lorain (1683); Giovanni Azzi (1683); Michele Gori (1697, 1699); Pasquino Boncinelli (1722); Valentino Follini (1729); Marco Pisani (1729); Giuliano Anastasi (o Anastagi, 1734); Landini (1668); Pier Antonio Tosi (1721); Francesco Martinelli (1626); Bergamini (1708); Bartolomeo Ceriolo (1647); Baccio del Bianco (1647); Flaminio Sanminiati (lucchese, 1604); Filippo Lasagnini (1604); Giulio Ambrogio Giannetti (1724); Giuseppe Santini (1695); Giovan Francesco Gabbrielli (lucchese, 1697); Giuseppe Peraccini (1696); Andrea Fabbri (1735); Giovan Battista Pini (1732); Ercole Antonio Buonaccorsi (1732); Matteo Pampani; Francesco Bombicci (1771); Romano Duccini (1771); Tommaso Gaetano Pellegrini (lucchese, 1782); Giovanni Petri (1767); Francesco Fantoni (1635); Bernardo Sansone Sgrilli (1731).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Bellinazzi e Manno Tolu, 1995; Casali et Al., 1985; Casali e Diana, 1983; Di Pietro e Fanelli, 1973; Fasano Guarini, 1977, pp. 490-538; Guida generale agli Archivi di Stato italiani, 1983, p. 74; Mantovani, 1987; Orefice, 1984, pp. 119-128; Pisa. Iconografia a stampa dal XV al XVIII secolo, 1992; Raffo Maggini, a cura di, 2001; Rombai, 1983; Rombai, 1987; Rombai e Sorelli, 1992; Rombai, Toccafondi e Vivoli, a cura di, 1987; Toccafondi e Vivoli, 1993; Vivoli, 1993; Vivoli, 1994; Vivoli, 2003; ASF, Nove Conservatori del Dominio e della Giurisdizione fiorentina; ASF, Piante dei Confini; ASF, Piante antiche dei Confini (XVI sec.-1782); ASF, Piante moderne dei Confini (1782-1859); ASF, Miscellanea di Piante.

Rosamaria Martellacci (Siena)


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