Offizio sopra il Fiume Serchio (1505-1801) (Stato di Lucca)

Ufficialmente istituito nel 1505 – nonostante siano state realizzate opere anche precedentemente alla sua istituzione attinenti alla stessa tematica – l’Offizio cessa le sue attività nel 1801.
Le operazioni di regimazione e di contenimento delle acque del Serchio hanno occupato e preoccupato per molto tempo i vari governanti e amministratori del territorio intorno a Lucca. Le inondazioni e i conseguenti lavori per rinsaldare le campagne e i centri abitati alluvionati si sono succeduti purtroppo con puntuale frequenza e una conseguente inefficienza delle opere di contenimento; a tal proposito nacque il detto di costare quanto il Serchio ai lucchesi.
In origine, la cura e la realizzazione dei lavori necessari alla regimazione del Serchio fu affidata ad un gruppo di persone esperte (Operai) che soprintendevano alle opere; già nello Statuto del Comune di Lucca del 1372 è un capitolo specifico nel quale si incaricavano gli Anziani di monitorare il fiume, prendere decisioni riguardo al suo mantenimento e nominare le persone appropriate a svolgere tali operazioni. Questa impostazione si protrasse per ancora più di un secolo provvedendo soltanto straordinariamente ad istituire “Deputazioni di cittadini addetti a’ ripari”, come “si credesse inutile una continua vigilanza”.
La magistratura che doveva organizzare e tutelare il più importante bacino idrografico dello Stato lucchese venne definitivamente istituita con un decreto datato 21 febbraio 1505, con cui il Consiglio Generale deliberava che fosse formata da tre cittadini che avevano ampia autorità di decisione. Successivamente intervennero altri provvedimenti che ne modificarono la struttura – nel 1538 fu innalzato a sei il numero di cittadini che ne facevano parte – o gli ambiti territoriali d’intervento, ma la sostanza della magistratura rimase la stessa fino alla data fatidica del 1801, momento in cui l’Offizio fu soppresso e nacque il Comitato Generale di Acque e Strade che ne assorbì tutte le attività.
Le ovvie finalità per cui la magistratura fu creata erano la pianificazione della regolamentazione del corso del fiume che, avendo caratteristiche nettamente torrentizie, spesso si andava ad innestare con drammatica veemenza nel precario e incerto piano di scolo di tutta la pianura lucchese. Per far fronte a queste problematiche gli interventi approntati nel corso degli anni furono numerosi, fra cui, assolutamente degni di nota, sono i lavori richiesti nell’ottobre del 1538 in cui si provvide alla regimazione del Serchio all’interno di un solo alveo a sud di Ponte a Moriano; le procedure di riarginatura dello stesso eseguite nel XVIII secolo assieme al posizionamento di alcune “scogliere”, e la costruzione della strada tra il fiume e il monte San Quirico.

Produzione cartografica

Gran parte della produzione che fu elaborata da questa deputazione è stata assorbita in seguito dal Commissariato sulle Acque e Strade, ma un’importante documentazione è ancora presente nel fondo relativo al Serchio, in particolare: Terrilogi per Pasture, in ASLu, Offizio sopra il Serchio, f. 42-44; Mappa del Circondario o Ripartimento del Serchio, autore Gregorio Natalini, in ASLu, Offizio sopra il Serchio, f. 115.

Operatori

Giovanni Attilio Arnolfini (ingegnere, direttore dell’Offizio per numerosi anni, opera nella seconda metà del XVIII secolo); Piero della Lena (pubblico agrimensore, 1559); Eustachio Manfredi (ingegnere, 1671); Giorgio Martinelli (pubblico agrimensore, 1778); Giuseppe Maria Serantoni (metà XVIII secolo); Gregorio Natalini (primi decenni del XVII secolo).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Azzari, 1993; Barsanti e Rombai, 1986; Barsanti e Rombai, 1994; Bedini e Fanelli, 1998; Bongi, 1872-1888; Matteucci, 1913. ASLu, Offizio sopra il Serchio.

Giulio Tarchi (Siena)


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