Riformagioni (Granducato di Toscana)

L’istituzione ha assunto nel corso del tempo le seguenti denominazioni:

Archivio delle Riformagioni (fine XIII secolo-1784)

Avvocato Regio (1777-1860)

Nell’Archivio delle Riformagioni, già detto Auditore delle Riformagioni, erano conservate, oltre alle provvisioni frutto dell’attività legislativa dei consigli repubblicani, anche le capitolazioni stipulate con le città e le terre assoggettate, i loro statuti, nonché tutti gli atti e le carte prodotte prima dalla Signoria, in epoca repubblicana, poi dal Consiglio dei Duecento, dal Senato dei Quarantotto e dalle altre magistrature che ne ereditarono le competenze in epoca medicea.
Già nel XVI secolo conservava una parte del materiale cartografico prodotto. Configurandosi infatti come il deposito degli atti politici e diplomatici dello Stato, l’Archivio delle Riformagioni conservava le carte politiche generali sia della Toscana che di altri stati italiani ed esteri, le piante delle città e, di particolare importanza, le cartografie relative ai confini delle diverse giurisdizioni interne della Toscana (feudi, vicariati, comunità).
All’Archivio delle Riformagioni afferiva inoltre l’Archivio dei Confini, relativo ai confini esterni della Toscana, già sottoposto ai Nove Conservatori della giurisdizione e del dominio fiorentino.
L’auditore delle Riformagioni – in origine “offitiale” – esercitava le funzioni di notaio e supremo cancelliere del principe. Esaminava gli affari inerenti alle infeudazioni, accomandigie, concessioni di privilegi e di privative, permessi di pubblicazione, trasporto delle armi. Era anche segretario della pratica segreta. Nel suo archivio erano depositati i trattati con gli stati esteri, le provvisioni, le leggi generali, i privilegi della repubblica, e tutti gli uffici erano tenuti a depositarvi gli esemplari delle leggi e delle disposizioni generali che venivano emanate. Affidato al “ministro”, l’Archivio delle Riformagioni aveva sede in Palazzo Vecchio, per cui era chiamato Archivio di Palazzo.
Il 20 luglio 1739 le mansioni di questo auditore furono divise tra il consiglio di Reggenza, la Consulta e il Consiglio dei Duecento e il 20 dicembre 1746 la carica di Segretario delle Riformagioni fu aggregata a quella di Segretario di Stato; dal maggio 1769 ne fu il direttore Gian Francesco Pagnini.
Nei ruoli del 5 aprile 1784 l’Archivio delle Riformagioni fu unificato con quello dei Confini e sottoposto all’Avvocato Regio e la segreteria delle Riformagioni fu soppressa.
Istituito 27 maggio 1777, l’Avvocato regio doveva sostenere e difendere le cause già di competenza del Segretario delle Riformagioni, vigilare sul patrimonio statale, sugli interessi del fisco e sui diritti dello stato e del principe in giudizio e fuori giudizio, sulla tutela dei confini e sull’osservanza dei privilegi della casa regnante. Presiedeva all’archivio delle Riformagioni, a quello mediceo, e all’ “Armadio di ferro”’, dove erano custoditi documenti importanti concernenti privilegi, trattati internazionali, testamenti dei principi, ecc. Ebbe pure sorveglianze sui libri d’oro della nobiltà e faceva parte della deputazione della nobiltà e cittadinanza. Assolse il compito di Consultore legale del governo dopo il 1814.

Produzione cartografica

Fanno parte dell’Archivio delle Riformagioni:
carte politiche generali della Toscana e di altri stati italiani ed esteri;
carte delle città;
carte delle diverse giurisdizioni interne della Toscana (feudi, vicariati, comunità, ecc.).
Diverse cartografie già dell’Archivio delle Riformagioni sono attualmente conservate in ASF, Miscellanea di Piante.

Operatori

La carte conservate nell’Archivio delle Riformagioni risultano firmate da Antonio Matani (1762), Francesco Bracali (1762), Giuliano Anastasi (1744), Molini Landi (tipografo, 1808), Ferdinando Morozzi (1751–58), Gaspero Manetti (1834), Luigi Tavanti Chiarenti (1858), fratelli Giachetti (tipografi, Prato, 1858), Luigi Giachi (II metà XVIII sec.), Antonio Giachi (agrimensore, 1776), Francesco Giachi (II metà XVII sec.), Neri Andrea Mignoni (1771), Pier Antonio Tosi (1729), Domenico Tiroli milanese (1772), Vittorio Gabbrielli (1776), Francesco Magnelli (agrimensore, 1772), P. Giovanni Andrea Torrini (agrimensore, 1772), Andrea Sandrini (1608), Valentino Del Re (1772), Carlo Del Re (1772), Ranieri Picciuoli (XVIII sec.), Giovanni Franchi (1736), Pietro Ducci (agrimensore aretino, 1777), Luca Domenico Ristorini (agrimensore, 1782), Giovanni Antonio di Giovanni Francesco Mechi del Valdarno di Sopra (agrimensore, 1772), Stefano Rasi (ferrarese, 1772), Pasquale Furzi (agrimensore senese, 1772), Francesco Donzelli (1727), Bartolomeo Zabagli (agrimensore, 1776), Liborio Manfredini (1772), Domenico Gualberti (agrimensore, 1775), Giovanni Maria Veraci (1773), Stefano Diletti (1772), Vincenzo di Bartolomeo Loppi di Sestino (agrimensore, 1772), Giuseppe Mori (agrimensore, 1772), Giovanni Bucci (agrimensore, 1772), Pietro Merrighi (inizi XIX sec.), Agostino Silicani (1786), Antonio Matteo Lancisi (1731), Domenico Tiroli milanese (1772).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Rombai, Toccafondi e Vivoli, a cura di, 1987, p. 35; Rotondi, 1972; Guida agli archivi di Stato italiani, 1983, pp. 68-95. ASF, Riformagioni.

Rosamaria Martellacci (Siena)


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