Service Impérial des Ponts et Chaussées (1808-1814) (Toscana napoleonica)

Anche nella Toscana, con l’annessione all’Impero (1808), venne istituita la tradizionale e ben gerarchizzata e disciplinata amministrazione francese dei Ponts et Chaussées (Ponti e Strade) con competenze sulla viabilità e sui ponti, sui corsi d’acqua e sui canali navigabili e persino sugli acquitrini e sugli edifici pubblici in tutti e tre i Dipartimenti (dell’Arno, del Mediterraneo e dell’Ombrone) nei quali venne suddivisa.
Il Servizio toscano, come gli altri, dipendeva sotto il profilo burocratico dal Ministero dell’Interno e sotto il profilo tecnico dall’ingénieur divisionnaire residente a Torino, Giovanni Fabbroni, uno degli scienziati di punta dell’illuminismo fiorentino ai tempi del granduca Pietro Leopoldo. Il Servizio doveva principalmente provvedere – come in effetti provvide – alla recognizione e classificazione delle strade più importanti nelle tre categorie previste dalla circolare 11 marzo 1803 e alla progettazione ed esecuzione dei necessari lavori di manutenzione e miglioramento.
A capo del Servizio furono posti i tre ingegneri in capo (appositamente trasferiti da altre regioni dell’Impero) Duvergier, Guglielmo Goury e Giacinto Garella (responsabili rispettivamente dei Dipartimenti dell’Ombrone, dell’Arno e del Mediterraneo). Ma vennero pure utilizzati altri ingegneri toscani provenienti dall’amministrazione granducale poi borbonica, o almeno dalle amministrazioni locali, come Roberto Bombicci figlio di Francesco (uno dei più importanti operatori dell’età pietroleopoldina), Giuseppe Manetti (già architetto granducale e docente alla fiorentina Accademia di Belle Arti), Neri Zocchi (già ingegnere della Congregazione di Ponti e Strade), Pasquale Poccianti (dal 1794 nello Scrittoio delle Regie Fabbriche) e Alessandro Gherardesca (dal 1804-1807 secondo ingegnere della Camera delle Comunità).
Oltre alle numerose memorie “d’inventario”, incentrate cioè sulle condizioni delle strade, dei canali e dei corsi d’acqua e delle zone umide, e ai tanti progetti di nuova viabilità o di adeguamento delle strade principali (a partire dalla Bolognese-Senese, dalla Pistoia-Modena, dalla Firenze-Pistoia-Lucca-La Spezia, dalla nuova strada dell’Adriatico Arezzo-Urbania, dalla nuova strada Livorno-Volterra) e di nuovi ponti, gli ingegneri si occuparono soprattutto dell’adeguamento delle strutture commerciali e militari dei porti di Livorno e Portoferraio, della sistemazione del corso dell’Arno e del progetto mai attuato di costruzione del Navigante Fiorentino parallelo all’Arno tra Firenze e l’Ombrone Pistoiese con utilizzazione, come primo tratto, dell’antico Canale Macinante (tutti documenti conservati prevalentemente nei diversi archivi parigini, ma anche all’ISCAG di Roma e nei vari Archivi di Stato di Firenze, Siena e Livorno).
In conclusione, di fronte alla grande mole dei documenti descrittivi e progettuali, c’è da rilevare che “si fanno pochi lavori […] anche per la mancanza soprattutto verso la fine del periodo francese dei mezzi finanziari”.
Se la breve esperienza del Servizio “ha lasciato ben poche tracce” nel territorio toscano, sono state però “fatte tante belle cartes itinéraires [a partire dalla Carte itinéraire du Département de l’Arno avec l’indication des relais de poste qui forment les divers cantons des routes impériales, conservata in ANP, F.14.980.2], tante belle piante e tanti rapporti che provano la buona volontà e le capacità tecniche di conoscere sempre meglio i problemi […] della Toscana”(Filippini, 1990, pp. 110-117).

Produzione cartografica

La cartografia più interessante prodotta – oltre alle tante figure a scala grande/grandissima o a scala architettonica relativa alle città fortificate e alle altre strutture edilizie militari, per lo più correlata a progetti di potenziamento o di ristrutturazione delle difese (nelle quali rappresentazioni si distinsero gli operatori del Genio militare) – riguarda:
la serie delle tre piante dell’Arno da Pontedera al mare, disegnate dall’ingegnere Roberto Bombicci nel 1808 (ASF, Miscellanea di Piante, nn. 307, 317 e 367); la quindicina di piante con progetto di trasformazione del vecchio Canale Macinante da Firenze alla confluenza dell’Ombrone in una comoda idrovia, in alternativa al tratto praticabile dell’Arno tra le Signe e Firenze, opere redatte nel 1811 dall’ingegnere Guglielmo Goury (ASF, Regie Fabbriche, l. 3022, e Ministero delle Finanze, f. 516); e la Pianta indicativa dei terreni da occupare per la rettificazione della Strada da Parigi a Napoli nella Comune di Vaglia, Cantone di Cafaggiolo, disegnata dall’ingegner Neri Zocchi nel 1813 (AMFCF) (Orefice, 2002, pp. 52-68 e 71-84).

Operatori

Ingegneri in capo Duvergier, Guglielmo Goury e Giacinto Garella (responsabili rispettivamente dei Dipartimenti dell’Ombrone, dell’Arno e del Mediterraneo); almeno quattro ingegneri ordinari, vale a dire i giovani Roberto Bombicci, Pasquale Poccianti e Alessandro Gherardesca, e i più esperti Giuseppe Manetti e Neri Zocchi.
In un rapporto sul personale steso da Goury il 20 luglio 1812 si legge che Zocchi “c’est un ingénieur de merite, plein de zèle et d’une grande activité” e che Manetti père “remplit ses fonction actuelles avec autant d’éxactitude que de talent”, tanto da essere stato incaricato dei lavori della nuova strada imperiale “de Florence à Ancone” (Filippini, 1990, p. 108).

Riferimenti bibliografici e archivistici

Filippini, 1990, pp. 105-117; Toccafondi e Vivoli, 1993, p. 242; Giglia, 1997; Orefice, 2002; Principe, 1988. ANP; ISCAG; ASF, Dipartimento dell’Arno; ASS, Dipartimento dell’Ombrone; ASL, Dipartimento del Mediterraneo; ASF, Miscellanea di Piante; ASF, Regie Fabbriche; ASF, Ministero delle Finanze; AMFCF.

Anna Guarducci, Leonardo Rombai (Siena)


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