Uffizio Topografico Militare (1848-1859) (Granducato di Toscana)

Nel 1848, sotto la pressione della difficile congiuntura politico-militare europea, il granduca Leopoldo II istituì il Ministero della Guerra: di conseguenza, la costruzione, manutenzione e gestione degli edifici militari e delle strutture fortificate furono poste alle dirette dipendenze della nuova amministrazione denominata Uffizio Topografico Militare.
“Per far fronte alle nuove incombenze, con decreto del 28 dicembre 1849 veniva quindi restituito – dopo la prima esperienza del 1739-77 – un Corpo d’Ingegneri Militari, composto da un generale ispettore, un maggiore sottoispettore, un capitano comandante del Corpo, sei tenenti o sottotenenti, quattro sorveglianti, tre assistenti magazzinieri, otto copisti e tre custodi. In sede di prima attuazione, il Corpo doveva essere formato in parte con gli impiegati del Dipartimento delle Fabbriche, mentre ‘i posti che verranno a vacare non potranno essere rimpiazzati se non dagli Alunni del Liceo Militare’, istituito pochi mesi prima, il 28 giugno 1849.
Nel Liceo Militare Arciduca Ferdinando, dipendente direttamente dal Ministro della Guerra e situato a Candeli, doveva essere ‘impartita l’istruzione letteraria e scientifica in modo però che la prima sia ristretta nei limiti del puro necessario, la seconda sia più diffusa, come quella da cui si traggono le cognizioni indispensabili per la nobile carriera delle armi tanto per i corpi di Fanteria e Cavalleria, quanto per quelli di Artiglieria, del Genio, dello Stato maggiore generale e della Marina, cognizioni che possono pure valere per l’esercizio delle professioni di Architetto, o di Ingegnere civile, di Costruttore navale, di Capitano di mare ecc.’ (art. 3 del Regolamento approvato con sovrano decreto del 13 settembre 1849).
Tra le varie materie di insegnamento di erano la geometria, la topografia e il maneggio degli strumenti geodetici, l’architettura civile, idraulica e navale, la fortificazione passeggera, ponti e mine, la fortificazione permanente, la geometria pratica e gli ordini di architettura, gli esercizi di topografia militare. Il liceo era anche attrezzato con una libreria militare, una collezione di macchine per le esperienze di fisica e di chimica, una sala di modelli di fortificazione e artiglieria, una sala d’armi.
Il decreto del 28 dicembre che istituiva il Corpo degli Ingegneri Militari prevedeva inoltre la costituzione di un Consiglio d’Arte, presieduto dal generale ispettore e composto dal sottoispettore, dal comandante d’artiglieria, dal comandante del Corpo degli Ingegneri Militari e dal professore di fortificazione del Liceo Militare, che doveva, tra le altre cose, esaminare e discutere i progetti e le perizie dei lavori di ‘miglioramento e di mantenimento delle opere di fortificazioni e fabbriche militari’ (Bandi e ordini, LVII, n. CCLIV).
Il successivo Regolamento, emanato il 18 aprile 1850, stabiliva all’articolo 55 che ‘le carte di uffizio, i disegni, le piante, i profili approvati ecc., le piante delle fortificazioni e delle fabbriche militari con le memorie relative e i campioni dei materiali’ fossero conservati in un archivio presso l’ufficio e sotto la responsabilità del comandante del Corpo degli Ingegneri, ma la disposizione non doveva essere stata attuata se a più riprese il Ministero della Guerra aveva richiesto la documentazione cartografica ai vari uffici dipendenti dalle Finanze; le richieste erano legate soprattutto alle esigenze connesse alla costruzione di una grande carta topografica, opera affidata al tenente colonnello d’artiglieria Celeste Mirandoli e al sergente Adolfo Zuccagni Orlandini e proseguita nel 1858, dopo la morte del Mirandoli, dal capitano Pietro Valle, ma non ultimata prima dell’unificazione italiana.
Probabilmente le carte controverse tra i due ministeri, poi almeno in parte consegnate al Corpo degli Ingegneri Mlitari, costituiscono il nucleo principale delle piante e dei disegni di fortificazioni della Toscana attualmente conservate presso l’ISCAG” a Roma (Toccafondi e Vivoli, 1992, pp. 209-210).

Con la proclamazione del Regno d’Italia, l’Uffizio Topografico Militare toscano fu assorbito – con gli altri enti cartografici degli Stati preunitari – nell’Ufficio Tecnico del Corpo di Stato Maggiore avente sede in Torino fino al 1865, e poi trasferito a Firenze, come primo nucleo del successivo Istituto Geografico Militare.

Con l’istituzione nel 1849 dell’ente cartografico militare centralizzato dello Stato lorenese, prese subito avvio una produzione cartografica a grande e media scala davvero innovativa.
Venne infatti immediatamente messa in cantiere l’operazione di costruzione di una vera e propria carta topografica a grande scala del Granducato, di cui è mirabile testimonianza la Carta topografica del Compartimento lucchese eseguita d’ordine di Sua Eccellenza il Tenente Generale Cav. G. De Laugier Conte di Bellecour Ministro della Guerra, con rilievo diretto dal maggiore Celeste Mirandoli (ex ufficiale topografo del Genio modenese addestratosi alle operazioni geodetiche con il Campana nell’Istituto Geografico Militare di Milano, e già autore nel 1836 della Carta del Ducato di Lucca in scala 1:20.000), e con disegno del sergente Adolfo Zuccagni Orlandini. Questo prodotto in 26 fogli rappresenta il prototipo della moderna cartografia topografica italiana che l’ente militare unitario, l’Istituto Geografico Militare, cominciò a produrre dagli anni ’70. La grande Carta manoscritta e colorata (conservata nell’Archivio Topografico dell’IGM) venne prodotta nel 1850 alla scala di 1:28.800 per rappresentare in grande dettaglio – secondo l’idea da anni manifestata da Giovanni Inghirami – il poco conosciuto territorio dell’ex Ducato borbonico annesso nel 1847.
La Carta – che il governo, dato il successo ottenuto sul piano rappresentativo dei contenuti anche minimi, decise di estendere all’intero territorio granducale (nel 1859, però, alla caduta dei Lorena, i lavori dell’Uffizio diretto dal Mirandoli fino alla morte e nel 1858-59 da Pietro Valle (docente di topografia nella fiorentina Scuola Militare delle Poverine) erano ben lungi dall’essere conclusi, essendo stati essi concentrati nella Toscana settentrionale tra la costa a nord di Rosignano e l’interno fino a Prato) – “rappresenta il più singolare e importante tentativo preunitario di descrizione del territorio toscano” (Amante e Rossi Alexander, 1996; Cantile, 2004, pp. 106-113 e 120-121).
L’Archivio Topografico dell’IGM conserva 70 fogli in veste di abbozzi di campagna, o Elementi per la formazione di una carta della Toscana in scala 1:28.800, disegnati dallo Zuccagni Orlandini e Antonio Mori.
Intanto, l’Uffizio – che si era dotato di una sua Litografia Militare – nel 1858 pubblicò la Carta generale del Granducato di Toscana, litografia a colori in due fogli in scala di 1:300.000.
Questa rappresentazione fu definita – in una lettera scritta l’11 agosto 1858 dal comandante l’esercito granducale, generale Ferrari da Grado, all’architetto Carlo Reishammer commissario regio delle Strade Ferrate per fargli avere il nuovo prodotto alla cui costruzione il genero di Alessandro Manetti aveva collaborato “mercé le indicazioni, che si è compiaciuta dare”, appunto sulle ferrovie – il “primo lavoro di qualche momento pubblicato dal nostro Uffizio”. Effettivamente, la carta – oltre a riportare le piante aggiornate di Firenze e Livorno – è ricchissima di indicazioni topografiche riguardo a insediamenti (con distinzione dei capoluoghi compartimentali, di delegazione e comunali, delle città secondarie e delle sedi arcivescovili e vescovili, dei borghi e villaggi), strade (regie postali e regie non postali, provinciali, comunali mantenute e poco mantenute, vie per carri, per bestie da soma e per pedoni), porti e ancoraggi, ponti e passi di barche, edifici religiosi isolati, sedi universitarie, uffici telegrafici, stazioni di posta e dogane, molini, sorgenti e bagni termali, boschi e giacimenti minerari principali, ecc.
Infine, tra il 1857 e il 1859, gli allievi topografi della Scuola Militare delle Poverine disegnarono e incisero la bella Pianta di Firenze e i suoi dintorni in scala di 1:20.000 (Rombai, a cura di, 1993, p. 140).

Operatori

Celeste Mirandoli maggiore poi tenente colonnello; Pietro Valle capitano; Adolfo Zuccagni Orlandini sergente disegnatore; Antonio Mori tenente disegnatore.

Produzione cartografica

Carta topografica del Compartimento lucchese eseguita d’ordine di Sua Eccellenza il Tenente Generale Cav. G. De Laugier Conte di Bellecour Ministro della Guerra, 26 fogli manoscritti, 1850, scala di 1:28.800;
Elementi per la formazione di una carta della Toscana in scala 1:28.800, 70 fogli manoscritti, 1849-59;
Carta generale del Granducato di Toscana, litografia a colori in due fogli, 1858, scala di 1:300.000;
Pianta di Firenze e i suoi dintorni, litografia, 1857-59, scala di 1:20.000.

Riferimenti bibliografici e archivistici

Mori, 1922; Istituto Geografico Militare, 1934, pp. 314-315 e 317; Amante e Rossi Alexander, 1996; Cantile, 2003, pp. 106-113 e 120-121; Toccafondi e Vivoli, 1993, pp. 209-210; Rombai, a cura di, 1993, p. 140; IGM, Archivio Topografico; ASF, Commissariato di Guerra di Firenze. L’inventario è in fase di elaborazione ed è intitolato Guida ai fondi archivistici militari. Si segnalano in particolare le seguenti filze: ASF, Corpo degli Ingegneri militari, ff. 1417-1489bis (anni 1850-1856), ff. 1500-1525 (anni 1848-1849).

Leonardo Rombai (Siena)


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